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Fincantieri, la Fiom blocca gli ingressi

La Fiom inasprisce la vertenza sul contratto integrativo bloccando per buona parte della mattinata l’attività nello stabilimento Fincantieri con uno sciopero e un presidio di tre ore: cancelli bloccati e presidio delle forze dell’ordine per evitare disordini. Anche perchè Fim e Uilm non hanno condiviso l’azione. La Fiom parla di iniziativa riuscita. La Fincantieri dal canto suo nel pomeriggio ridimensiona i numeri annunciando un’adesione non del 90 ma del 42% dei lavoratori alla protesta, indetta dopo l’ultimo incontro con l’azienda per il rinnovo del contratto integrativo, da parte dei suoi dipendenti, che a Monfalcone ammontano a poco meno di 1.800. Le tre ore di sciopero ieri sono state affiancate da un presidio dell’ingresso al cantiere navale di Panzano a partire dalle 5. Stando ai metalmeccanici Cgil, fuori dal cantiere sono quindi rimasti i lavoratori delle imprese dell’appalto e molti iscritti alle altre organizzazioni sindacali che, per ora, non hanno ritenuto di promuovere azioni di pressione nei confronti di Fincantieri. L’adesione di dipendenti Fincantieri tesserati con la Fim è stata peraltro riconosciuta in giornata dal coordinatore dell’organizzazione nella Rsu, Michele Zoff. Fuori dal cantiere, fino alla chiusura del presidio, sono inoltre rimasti mezzi pesanti che trasportavano materiali diretti allo stabilimento. Massiccia ieri anche la presenza delle forze dell’ordine, polizia e carabinieri. Il fatto che lo sciopero fosse stato proclamato da una sola delle 5 organizzazioni rappresentate in stabilimento, ma quella con maggior seguito, poteva lasciar prevedere tensioni all’esterno dello stabilimento, tra manifestanti e i lavoratori che avrebbero voluto entrare. Non ci sono state invece scintille, anche se chi ha voluto fare il proprio ingresso in stabilimento ha dovuto farlo a piedi. «L’unico aspetto negativo dell’azione di lotta di stamattina (ieri, ndr) - ha detto il coordinatore della Fiom nella Rsu di stabilimento Moreno Luxich - è stato il comportamento della Uilm che si è organizzata in una contro-iniziativa, invitando i lavoratori a entrare. La Uilm ha gettato la maschera e ha palesato la scelta di non schierarsi dalla parte dei lavoratori e al loro diritto di avere il contratto integrativo». La Fiom ieri ha sottolineato inoltre l’atteggiamento di «frizione» adottato dall’azienda, che «già lunedì aveva messo in campo delle iniziative atte a contenere la riuscita degli scioperi, vietando alla struttura di concedere ferie aggiuntive ai lavoratori». Secondo la Fiom, «una chiara manovra deterrente atta a dissuadere gli indecisi». L’organizzazione ieri ha segnalato anche «aspetto inusuale, l’imponente schieramento di forze dell’ordine a testimonianza del sempre più pressante cambio di atteggiamento verso la Fiom». Mentre Fincantieri parla di un’adesione allo sciopero del 42% dei dipendenti, secondo l’organizzazione questa è stata pressoché totale. «A questo punto ci presentiamo più forti al tavolo con la società con cui il confronto per il rinnovo dell’integrativo prenderà martedì prossimo», ha sottolineato ieri Luxich.