È morta l'artista visiva Giustina Prestento

È morta a Roma, dopo breve malattia, l'artista visiva interdisciplinare Giustina Prestento. Nata a Gorizia fu allieva di Tullio Crali a Gorizia, del pittore spaziale Mario Deluigi e dell'architetto Carlo Scarpa a Venezia, amica di pittori, poeti e musicisti tra cui Virgilio Guidi, Emilio Vedova, Luigi Nono, Bruno Maderna, Pier Paolo Pasolini, Peggy Guggenheim.
Negli anni '50 e '60 interruppe l'attività artistica dedicandosi all'insegnamento e al design e dividendosi tra Milano e gli Stati Uniti. Ma il richiamo all'arte fu troppo forte e nel 1970 si trasferì a Roma, dove riprese, con continuità, il lavoro artistico. Ed è proprio alla degli anni '70 che Giustina Prestento avvertì la necessità di creare un linguaggio espressivo più ricco e globale, che esprimesse in modo completo la «complessità nascente» che si stava affacciando in quegli anni. Nel 1979 iniziò la sua pionieristica doppia ricerca sul rapporto tra suono e immagine e quella tra suono, immagine e gestualità e la loro contaminazione.
Giustina Prestento riuscì a trasformare le vibrazioni sonore in immagini su carta che, se proiettate su una grande tela, diventavano una «pagina luminosa» dietro e davanti la quale fa muovere un corpo in sincronia con il suono. L'opera diventava così un quadro vivente, un «Living picture» come li aveva soprannominati, fotogrammi tridimensionali che se svolti in sequenza davano l'idea di sfogliare un libro «vivo» (Opus Intercodex). Sempre più coinvolta nella performance e nell'iterazione tra suono e segno, Giustina Prestento realizzò l'azione dal vivo «Dialogo» e «Ambientazioni», in quest'ultima si aggiunse anche la dimensione spaziale. Si dedicò anche alla composizione di Montages (collage di foto) e libri d'artista.
Nel 2004 l'artista è ritornata nella sua città per la presentazione della monografia, a cura di Emanuela Uccello e Franca Marri, «Giustina Presento – Inter Codex» ai Musei Provinciali.
Cristina Feresin