17 settembre 2008 —
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Regione
TRIESTE Dopo il Pdl arriva anche la Lega a presentare una proposta di legge per la valorizzazione dei dialetti. Il Carroccio però rivendica loriginalità del proprio progetto e non fa mancare qualche stoccata agli alleati pur sottolineando lapertura ad una futura collaborazione per arrivare ad una legge condivisa: «Non siamo certo autonomisti ad orologeria. dichiara il vicecapogruppo e primo firmatario della proposta di legge, Federico Razzini Abbiamo sostenuto le leggi sullo sloveno e sul friulano e ora appoggiamo anche listanza delle parlate locali. Sia chiaro aggiunge lesponente leghista riferendosi a Piero Camber e ai presentatori della proposta di legge pidiellina anche a chi fa le corse per anticipare le conferenze stampa». Danilo Narduzzi, capogruppo della Lega in Consiglio regionale, parla dellaltra proposta come di un testo «presentato in fretta e furia ma che comunque giudichiamo positivamente perché indica la volontà di andare insieme a discutere su certi temi» e anche il deputato Massimiliano Fedriga sottolinea come «il Popolo della Libertà segua la strada indicata da noi». La proposta di legge della Lega non si differenzia più di tanto da quella presentata il giorno prima da Pdl, Udc e Pensionati e prevede il sostegno delle forme di cultura dialettali quali teatro, letteratura, musica, aggiungendo però un più marcato riferimento alla scuola.
Vengono previsti infatti corsi di formazione ed aggiornamento per gli insegnanti di ogni ordine e grado per uneffettiva conoscenza del patrimonio linguistico veneto del Friuli Venezia Giuila ma anche corsi, comunque facoltativi, di storia, cultura e lingua veneta nelle sue varie forme, il tutto con uno stanziamento che, almeno nella prima fase, è stato calcolato in 1 milioni di euro. Intanto, a livello nazionale, il deputato Fedriga annuncia lintenzione della Lega di presentare una revisione dei programmi scolastici ministeriali per quanto concerne la storia, inserendo uno spazio più significativo per la storia locale: «E gravissimo che si conosca meglio la storia della Francia o dellAmerica che quella del proprio territorio» ha affermato il parlamentare triestino. Sulla questione dei dialetti cè da registrare anche la presa di posizione della senatrice del Pd, Tamara Blazina, che si dice «preoccupata e sgomenta» per gli ultimi sviluppi sul tema: «Cè il rischio di mettere dialetti e minoranze in un unico calderone. sostiene la senatrice, che fu relatrice in Consiglio della legge di tutela per la minoranza slovena Le minoranze sono una cosa e i dialetti sono unaltra, pur nella convinzione che anche le parlate locali vadano conservate e valorizzate. Ci sono delle leggi nazionali che vanno rispettate e che in parte già sono state attuate».