mercoledì 17.03.2010 ore 19.52

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Rinnovato a San Lorenzo lo stretto rapporto con l'austriaca Pottendorf

SAN LORENZO Si sono rinsaldati i rapporti di amicizia tra le comunità di San Lorenzo e di Pottendorf. Questo è il risultato più bello della visita di una delegazione della cittadina della Bassa Austria al paese isontino, incontro che si è concluso ieri con la celebrazione della messa da parte del parroco di San Lorenzo, don Nino Bearzot, e con un pranzo conviviale nell’area del campo sportivo.I rapporti di amicizia che legano le due comunità hanno origine da un evento bellico: il trasferimento forzato della popolazione sanlorenzina nel corso della Grande guerra proprio nel campo profughi di Landegg presso Pottendorf, sulle rive del fiume Leitha a meno di 40 chilometri dalla capitale imperiale Vienna. Una permanenza, quella delle genti isontine in terra d’Austria, durata 3 anni che si è tradotta anche nella condivisione della sofferenze e privazioni che la guerra imponeva sia alle popolazioni profughe, quelle isontine, che a quelle austriache. Ma come spesso accade, proprio dalla convivenza nei momenti difficili nascono i rapporti più sinceri e duraturi com’è appunto quello che lega Pottendorf a San Lorenzo. Un rapporto che si è concretizzato negli anni ’70 e che si è formalizzato con la sottoscrizione dell’atto ufficiale di gemellaggio il 10 giugno 1988. In quella occasione nell’area del municipio di San Lorenzo venne piantata una quercia a perenne ricordo del buon rapporto tra i due paesi.Su iniziativa delle due amministrazioni comunali e dei rispettivi sindaci, Ezio Clocchiatti di San Lorenzo e Thomas Sabbata-Valteiner, borgomastro di Pottendorf, questo rapporto è ora destinato a rafforzarsi ulteriormente con iniziative programmate per i prossimi anni: nel 2009 verrà piantato un albero portato da San Lorenzo nel parco comunale di Pottendorf, mentre a San Lorenzo verrà costruita una ancona campestre all’incrocio tra le vie Pottendorf e Tommaseo: vi saranno rappresentati, assieme a un’immagine della Madonna, anche i patroni delle due comunità, San Lorenzo e San Giacomo, i quali – si auspica – potranno vegliare anche da quest'ancona sull’amicizia tra le due comunità. (f.m.)

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