Quando Tiziana Weiss accarezzava e domava le pareti più vertiginose

di SPIRO DALLA PORTA XYDIAS


Provo sempre dolore quando sento la necessità di ricordare un compagno scomparso. Ma scrivendo di Tiziana Weiss a trent'anni dalla sua morte, più che tristezza è proprio angoscia che provo, come all'indomani della sua fine.
Bella ... Emanuele Cassarà, grande giornalista e alpinista, ha voluto onorare Tiziana dedicandole un capitolo nel suo libro forse più emblematico, «Un alpinismo irripetibile», intitolandolo appunto «Tiziana Weiss, brava, giovane, bella», con una sua fotografia in arrampicata.
Brava... Quando inizia ad arrampicare, Tiziana non sembra particolarmente dotata. Longilinea, dall'apparenza delicata, appare quasi un controsenso nel mondo duro e aspro della roccia. Per lei la svolta decisiva, oltre alla grande passione, è data dall'incontro con Enzo Cozzolino, uno dei più forti – se non il più forte in senso assoluto – rocciatori del suo tempo. Enzo le è maestro, indirizzandola verso la forma più pura e nobile dell'arrampicata: la libera. E grazie anche alla ferrea volontà, la ragazza compie continui progressi.
Tiziana migliora rapidamente; nutre un sogno: poter diventare la compagna di cordata di Enzo. Ma proprio il giorno in cui collauda felicemente il livello della sua tecnica, scalando da «prima» una via impegnativa, lo spigolo della Punta Fiammes, avviene la tragedia che sconvolgerà la sua esistenza: Cozzolino muore cadendo in modo inspiegabile dalla Torre di Babele, mentre scalava in solitaria una via molto al di sotto delle sue capacità.
Per Tiziana è un colpo atroce. Il suo mondo crolla. Ha di fronte due possibilità: o abbandonare per sempre quell'ambiente che le ha crudelmentetolto il compagno di roccia e di vita; oppure dedicarsi completamente all' arrampicata, riuscire a raggiungere il livello sognato proprio nel ricordo dell'amico perduto.
È quanto sceglie Tiziana. Si dedica con feroce, disperata volontà alla prassi della scalata. Enzo le aveva insegnato tra l'altro l'importanza dell'allenamento a tempo pieno. Ed è quanto fa la ragazza, recandosi quasi ogni giorno ad arrampicare sui roccioni della Napoleonica a Prosecco. Il suo non è semplice allenamento, ma studio minuzioso e paziente. Due volte un incidente accaduto non per colpa sua, la costringe a pause forzate, ma riprende instancabilmente, finché raggiunge l'eccellenza agognata.
Poi l'incontro felice con Piero Mozzi. Formano cordata, una fortissima cordata e per anni compiono stupenda attività scalando vie estremamente difficili, superate in genere a comando alternato. È la consacrazione della sua bravura che ne fa una delle migliori scalatrici della sua epoca.
Giovane... Questo prima ancora di toccare i ventisei anni, l'età che chiuderà inesorabilmete - crudelmente - il suo ciclo di vita. Una domenica - triste domenica, quanto triste domenica - mentre si ritira con il compagno Diego dalla Pala del Rifugio, giunti all'ultima calata in doppia, a trenta metri dalla base, l'incidente inconcepibile. Tiziana, sempre così attente, precisa, meticolosa, sbaglia, e quando inizia la discesa, il nodo che unisce le due corde, fatto in modo errato, si apre e la ragazza precipita schiantandosi alla base. - Quasi unendosi così per modalità della disgrazia a Emilio Comici -. Il suo cuore generoso di fanciulla continuerà a battere ancora per sei giorni. Prima di arrendersi definitivamente al nero vuoto della morte.
Le sono stato amico, inusuale rapporto, dato il divario d'età. È stato un incontro di sensibilità. Le sono stato vicino alla morte di Enzo, progettando e lavorando ad un libro sulla vita del compagno. Mi è stata vicina quando, dopo l'incidente in Civetta, contro tutti i pareri medici, ho voluto riprendere ad arrampicare, e lei mi ha accompagnato in Rosandra su vie gradatamente sempre più difficili, aiutandomi così a riacquistare l'indispensabile fiducia. E coronando questa sua assistenza con la scalata a comando alternato della via dei Tedeschi al Pic Chiadenis.
Tiziana per cui oggi, a trent'anni di distanza, soffro come all'indomani della sua fine. Tiziana che non è morta, ma è sempre viva per me.