il Piccolo — 08 luglio 2008
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sezione: CULTURA - SPETTACOLO
TRIESTE «Serata ideale per parlare di noir», dice Loriano Macchiavelli. E infatti domenica sera, sotto il porticato della chiesetta del Parco di San Giovanni, limprovviso nubifragio ha quasi spazzato via scrittori e pubblico allinterno della rassegna «Residenze estive», in sinergia con liniziativa «Oh Poetico Parco». Coraggiosi i poeti Alberto Bertoni, lestone Marja Kangro e Claudio Grisancich, tra raffiche di vento e pioggia in diagonale, comunque allaltezza di sedurre il pubblico, imperturbabile e attento. E con «nero di pece a monte», per dirla con Pascoli, anche il romanziere Loriano Macchiavelli e Elvio Guagnini non si sono fatti turbare.I «Temi del giallo» era largomento di conversazione. Un giallista da tempi non sospetti Macchiavelli, quando ancora, come ricorda Guagnini, il genere non era così in auge. Classe 1934, Loriano Macchiavelli nasce come autore teatrale: «nel momento in cui ho smesso di fare teatro dice è nato il mio primo libro giallo, Le piste dellattentato, e il teatro è entrato nel genere come esperienza di scrittura». Autore di stile, lo definisce Guagnini. E infatti nei suoi libri non troviamo solo locchio acuto di chi sa inserire in una spy story la realtà sociale, politica ed economica che ci circonda. Ma movimento e velocità, cadenze mutuate, in qualche misura, dal ritmo teatrale. «A ciò aggiungiamo dice il docente dellUniversità di Trieste che oramai il giallo è il colore del futuro, un boom che inizia negli anni Settanta e Loriano Macchiavelli è stato più volte definito un maestro del genere». Lo conferma il «Gruppo dei 13», fondato da Loriano con Marcello Fois e Carlo Lucarelli: «un circolo che si avvale di nuova linfa osserva lautore perché il futuro del giallo sta anche nei nuovi scrittori e questi ragazzi hanno creduto in questo nuovo tipo di letteratura».Tra i suoi personaggi più celebri ricordiamo il sergente Sarti Antonio, ma soprattutto cè Bologna: «una città di cui gli editor, allinizio, non volevano capire lambientazione, violenta e tesa. Lidea che tutti tentavano di far passare era di una Bologna isola felice. È uno dei motivi per cui Garzanti non accettò il mio libro. In realtà, come da lì a poco fu chiaro, era una città che bolliva. Fiori alla memoria nel 74 conquistò il premio Gran Giallo Città di Cattolica e Garzanti quellanno era destinata a pubblicare il vincitore, così iniziò la mia collaborazione forzata con la casa editrice milanese». «Nella giuria di quel premio continua cerano Petronio, Guagnini, Cremante, Crovi, Del Buono, insomma i saggi che hanno dato impulso al romanzo giallo e grazie ai quali è nata una vera e propria critica del genere».Oggi come oggi alle spalle cè una lunga lista di editori. Loriano Macchiavelli ha pubblicato con Garzanti, Rizzoli, Mondadori, Rusconi, Cappelli, Longanesi e numerosi altri, alcuni scritti a quattro mani con Francesco Guccini. Ultimo «I confini del crimine. Racconto noir di pura invenzione ma quasi reale», nellantologia «Crimini italiani», fresco di stampa per Einaudi.Infine lautore bolognese, placata latmosfera gotica del temporale, ha reso un omaggio ai poeti di «Residenze estive» con la lettura di «Môrt in culmina» (Morte in collina) del poeta dialettale Gastone Vandelli, un testo ha commosso anche Guccini che lo ha incluso, tradotto in italiano, nel suo prossimo cd.Mary B. Tolusso