Marcia indietro di Cosma: «Non mi candido» Bratina: «Nel Pd qualcuno si faccia da parte»

Sergio Cosmafa retromarcia e si sfila dalla difficile posizione nella quale si era ritrovato ieri, di candidato alla guida della Regione proposto dal Movimento Sociale e La Destra. Si dichiara disposto a correre, per gli stessi partiti, solamente al Senato. Nel centrosinsitra, prime frizioni fra Pd e Slovenska Skupnost. Se ci sarà la lista unica la torta da spartire sarà troppo piccola: dei 6 cadidati totali, tre dovranno essere del Monfalconese e tre del Goriziano. Di questi ultimi uno, inevitabilmente, dovrà andare agli sloveni. E qualche nome eccellente potrebbe farne le spese. Poi, i Cittadini. Il consigliere comunale Donatella Gironcolinega ma quasi certamente sarà lei la capofila degli illyani che, come ha spiegato lei stessa, «colmeranno il vuoto civico del Pd». Non sarà della partita, invece, l'altro punto di riferimento dei Cittadini a Gorizia, Luciano Migliorini. Sono questi i temi che stanno tenendo banco negli schieramenti impegnati a definire i loro assetti in vista delle regionali del prossimo 13 e 14 aprile.
Nel centrodestra va segnalata l'anomala riunione di giunta «non deliberante» avvenuta nella mattinata di ieri. «Ringrazio la direzione regionale del mio partito per avermi proposto come candidato alla presidenza della Regione, ma mi terrò a disposizione per una candidatura al Senato e non alle regionali», ha affermato, all'uscita, Cosma, che ha cercato anche di prendere le distanze dall'invito fatto dai vertici del Movimento Sociale, nella nota con la quale lo candidavano a governatore, a non votare per il centrodestra.
«Spero che a livello regionale si arrivi ad un accordo fra destra e centrodestra – ha auspicato l'assessore comunale, rispondendo in una qualche misura alle critiche del forzista Gaetano Valentiche aveva prontamente e seccamente ribattuto a quell'invito -. Con l'obiettivo che queste due realtà possano presetarsi unite». Sull'altro versante è il consigliere regionale uscente del Pd (ex Margherita) Franco Brussaa porre sul tappeto i problemi da affrontare. In primo luogo va sciolto il nodo sull'apparentamento con la Slovenska Skupnost. «Se ci sarà, uno dei tre nomi goriziani che proporrà il Pd dovrà andare a loro: su questo non ci sono dubbi – fa notare -. Ad ogni modo, comunque vada, se alle precedenti elezioni eravamo riusciti a portare a Trieste cinque esponenti dell'area goriziana (lo stesso Brussa, Mirio Bolzan, Maurizio Paselli, Mirko Spacapan e Roberto Antonaz, ndr), questa volta saranno al massimo quattro o, più verosimilmente, tre». E qui salta fuori un altro problema: volti nuovi in lista molto probabilmente non ce ne saranno. «Dei sei della lista del Pd, tre sono i consiglieri uscenti (Brussa, Bolzan e Carloni, ndr) e uno sarà Giorgio Brandolin. Restano a questo punto da coprire due caselle, una su Gorizia e l'altra su Monfalcone. E quella di Gorizia dovrà essere necessariamente una donna – aggiunge Brussa -. Ci tengo comunque a sottolineare che siamo tutti politicamente ‘giovani', con uno o al massimo due mandati alle spalle: il rinnovamento per noi c'è già stato».
Parole che potrebbero non piacere alla base del Pd. «Mi rendo conto che chiedere a qualcuno degli uscenti di fare un passo indietro non è semplice – nota Majda Bratina, punto di riferimento dei giovani, e non solo, del Pd goriziano – ma credo che comunque un'ipotesi di questo genere da parte degli itneressati vada presa in considerazione».
Nicola Comelli