Graffiedi: «Trieste non ha visto le mie qualità»

TRIESTEEra arrivato nell'estate 2006 come uno dei nomi di spicco del mercato alabardato: trascorsi di buon rilievo e un'ottima carriera a livello giovanile, facevano presagire faville. E invece, per un motivo o per l'altro, in una stagione e mezza con la maglia dell'Unione, Mattia Graffiedi non è riuscito a sfondare, anzi nemmeno a convincere. Adesso, seppur in prestito (il giocatore è in comproprietà fra Triestina e Milan), il romagnolo cerca un riscatto a Grosseto dove ritroverà l'allentaore Pioli. «Con lui a Modena avevo fatto molto bene in quell'anno e mezzo, anche per questo - dice - mi ha voluto a Grosseto. Ci conosciamo bene, lui sa cosa posso dare e io so come lavora». Graffiedi, anche la scorsa estate si era parlato di una tua partenza, adesso invece il momento è arrivato davvero: che sensazioni provi?
Quando si lascia una squadra dopo un anno e mezzo dispiace sempre, vuol dire non si è riusciti a fare quello che si doveva. Si cerca fortuna da un'altra parte, ma allo stesso tempo c'è dispiacere perché qui lascio tanti veri amici. I saluti dell'altro giorno mi hanno dato la consapevolezza che almeno in loro lascio un buon ricordo: nel calcio si passano periodi così, adesso ci riprovo da un'altra parte. E comunque sono in prestito per cinque mesi, poi vedremo.
Il bilancio di questo anno e mezzo a Trieste per te non è certo positivo, vero?
Purtroppo no, in tutto questo periodo non è andata come doveva andare, per questo mi sono deciso a provare a cambiare e cercare un rilancio.
Ma è stata una decisione della Triestina o ha pesato anche il tuo parere?
Diciamo che in partenza sono stato io a prendere la decisione, poi comunque alla società andava bene e ha trovato l'accordo con il Grosseto, ma la cosa è partita da me perché rischiavo di andare avanti per un altro periodo in questo modo e invece avevo bisogno di una scossa. Comunque ripeto, fra cinque mesi vedremo che succede.
Cosa ti è mancato per fare bene a Trieste?
Sicuramente il gol e la continuità nelle realizzazioni: per un attaccante è la base di tutto. Poi ci sono tante piccole cose, sicuramente mi è mancata anche un po' di fortuna, ma ci sono stati anche demeriti miei. Il fatto è che non sono mai riuscito a esprimermi come avrei voluto, tranne forse nei primi mesi della scorsa stagione. Poi purtroppo sono calato senza riuscire mai a risollevarmi davvero.
Maran ha detto che comunque non hai demeritato: come è stato il tuo rapporto con lui?
Con il mister e tutto lo staff ho sempre avuto un rapporto bellissimo, nessun problema da questo punto di vista. Nella Triestina si lavora bene, e per questo sono sicuro che continuerà a fare un buon campionato. Ripeto, se vado via è per cercare una scossa, nel calcio a volte serve dare una svolta per uscire da un periodo negativo.
Speri di diventare un nuovo Ruopolo, che appena andato via da Trieste si è messo a segnare grappoli di gol?
Magari, la speranza è quella. Voglio tornare a giocare ai livelli che ho dimostrato di valere prima di venire a Trieste, e voglio soprattutto ritornare a segnare con continuità. Insomma, la speranza è quella di ritrovare il miglior Graffiedi che purtroppo a Trieste non si è visto.
Pensi ancora di ritrovarlo?
Ne sono convinto. Avessi 35 anni potrei anche pensare di essere alla frutta, ma non ad appena 27 anni.
Antonello Rodio