Veneziani Vernici, l'antica azienda triestina di Svevo oggi rivive in Lombardia

TRIESTE La Veneziani Vernici, un nome storico dell'industria triestina (ma dopo una serie di vicende societarie oggi lontano dalla città), è una realtà industriale con quattro stabilimenti in Lombardia e Piemonte: nei prossimi anni è destinata ad acquisire la maggioranza delle più importanti società componenti la filiera di produzione e puntare così ai mercati internazionali. L'ultimo colpo messo a segno dal marchio per il quale lavorò Italo Svevo e ora nelle mani dell'imprenditore lombardo Fabio Valentini, è stata l'acquisizione di una parte rilevante di marchi dominanti nel mondo e di proprietà della tedesca Bayer di Leverkusen. Veneziani ha anche acquisito il 51 per cento della Svm Off-shore Activities, specializzata nell'applicazione di rivestimenti anticorrosivi per le piattaforme marine.
LA STORIA.La Veneziani Vernici, fondata a Trieste nel 1863 da Gioachino Veneziani, divenne celebre per avere commercializzato le prime antivegetative adottate da diverse marine militari, su tutte quella inglese. Per questo motivo fu aperta, nei primi del '900, una filiale a Charlton, diretta proprio da Ettore Schmitz, in arte Italo Svevo. L'unione con la Colorifici Zonca nel 1970 diede modo di raccogliere attorno ad un'unica società l'esperienza di decenni sulle vernici marine e sui mercati internazionali. Le difficoltà che negli anni successivi investirono il mondo il settore della chimica fecero confluire la Veneziani nel gruppo Montedison e poi, nel 1980, in Maxfin. Nel 1991 è la volta degli inglesi di Courtaulds e due anni dopo - attraverso il gruppo Sandoz - alla Mac di Treviso, che negli anni successivi passa alla multinazionale tedesca Degussa. I tentativi di rilancio non riescono e, alla fine del 2003, viene annunciata la chiusura dello stabilimento di Trieste.
Il marchio viene affittato dalla Chemval nel 2004 ma nel 2006 avviene il passaggio nelle mani di Valentini e di altri imprenditori lombardi. Il mercato delle costruzioni nautiche in costante crescita, e la conseguente richiesta di sempre maggiori quantità di resine poliestere e mastici strutturali, sono le ragioni che inducono a investire sul marchio Veneziani.
IL PIANO INDUSTRIALE.Oggi il gruppo punta a consolidare, sul mercato nazionale, la leadership nel proprio core business anche grazie all'esperienza di un management costituito da un nucleo di esperti ingegneri. Nel sito di Garbagnate Milanese (Milano), avvalendosi delle tecnologie produttive ereditate dalla precedente gestione Bayer, si producono resine, polimeri e compositi. In quello di Castelnuovo Bocca d'Adda (Lodi) si produce con tecnologie all'avanguardia, impiegate anche nella ricerca.
Lo stabilimento di Torino è specializzato nei settori del coating anticorrosivo (copertura con pellicole) per impiego industriale e nella produzione di membrane, vernicianti protettivi, malte pre-miscelate, adesivi, collanti e sigillanti, mentre a Casale Cremasco (Cremona) sta per sorgere un centro logistico di 12mila metri quadrati. A Trieste niente? «Per il momento no, ma non si sa mai» risponde il presidente Valentini. I vertici dell'azienda hanno varato un piano industriale per il biennio 2008-2010. Prevede l'introduzione di un nuovo sistema informatico, l'acquisizione di una società di servizi che operi stabilmente in Italia nel settore delle costruzioni off-shore e il potenziamento delle strutture di Ricerca e Sviluppo.
Nel frattempo un occhio resta rivolto all'Europa dove Veneziani sta trattando l'inserimento nel mercato spagnolo delle resine, la creazione di una società con sede in Italia per la commercializzazione di mastici poliestere, gelcoat e resine caricate. In questo modo l'azienda punta a raggiungere una massa critica nei furgonati e nello yachting. La scommessa è quella di portare il fatturato, in cinque anni, a superare i 100 milioni di euro.
r.cor.