Marcegaglia, regione in lizza per mega-impianto

PORDENONE San Giorgio di Nogaro in pole position per un investimento da 100 milioni di euro da parte del gruppo Marcegaglia nel settore della produzione di lamiere da treno. Il progetto si inserisce nel più ampio programma di investimenti da 1,2 miliardi di euro che il colosso di Gazoldo degli Ippoliti sta varando dopo aver avuto il via libera dalle banche. Ad annunciarlo è la stessa Emma Marcegaglia, amministratore delegato, in una intervista rilasciata al quotidiano Il Sole 24 ore, ma aggiunge anche che la decisione non è stata ancora presa in quanto si stanno valutando i siti della Polonia (Danzica) e della Cina.
Marcegaglia, un gruppo industriale e finanziario, oltre 47 aziende (in Italia, Europa, America del Nord e del Sud), controllate da una stessa famiglia, fondato da Steno Marcegaglia, si occupa principalmente di trasformazione dell'acciaio. Amministratore delegato delle aziende del gruppo in Friuli venezia Giulia è Antonio Marcegaglia.Difficile prevedere i tempi del rush finale, ma dalla sua la sede friulana può contare già attivo uno dei più grossi stabilimenti specializzati nella produzione di lamiere da treno per applicazioni nel settore edilizio e infrastrutturale, nella carpenteria pesante e nell'impiantistica industriale. Un insediamento che si estende su di una superficie di 105 mila metri quadrati, 33 mila dei quali coperti, e comprende una banchina portuale lungo il fiume Corno.
Come dire che un nuovo stabilimento non potrebbe che trovare una realtà logistica già pronta, anche se si dovrebbe decidere se costruire a fianco dell'attuale sede o individuare un nuovo sito nelle vicinanze. La posizione di San Giorgio di Nogaro, poi, viene considerata strategica per la prossimità del porto di San Giorgio che permette lo sbarco e l'imbarco di navi con stazza media pari a 5 mila tonnellate e la vicinanza di Monfalcone che permette l'accesso di navi con stazza superiore.
In questi anni la presenza di Marcegaglia in Friuli si è fatta sentire, non fosse altro per il quasi completo rinnovamento dello stabilimento sangiorgino, nel quale in primavera dovrebbe entrare in funzione pure nuovo forno per la normalizzazione delle lamiere. Il tutto per una produzione annua che ormai si appresta a superare le 400 mila tonnellate (il 50% destinato all'estero) con un fatturato stimato nel 2007 di 250 milioni di euro contro i 145 di due anni fa. Il business ora riguarda anche i servizi turistici, finanziari e ambientali. 47 le aziende, 49 le sedi commerciali, 150 rappresentanze, 3.500.000 mq di superficie produttiva, 4,5 milioni di tonnellate di acciaio trasformate ogni anno, più di 5.500 chilometri di tubi prodotti ogni giorno, 6500 dipendenti.
Il nuovo complesso andrebbe ad affiancare l'attività di quello esistente raddoppiandone le prestazioni e ovviamente avrebbe delle significative ricadute sul territorio sia in termini di indotto sia di manodopera – oggi di 110 unità – e consoliderebbe la presenza del gruppo Marcegaglia che conta anche lo stabilimento Imat di Fontanafredda (Pordenone) specializzato nella realizzazione di componenti e sistemi per l'industria della refrigerazione.
Dal punto di vista finanziario il gruppo chiuderà il 2007 con 4,1 miliardi di euro di fatturato e un utile netto di 120 milioni.
Emma Marcegaglia, intanto, potrebbe essere il prossimo numero uno di viale dell'Astronomia, soprattutto la prima donna-presidente. Il Veneto, con il sostegno di Andrea Riello, appare «conquistato», a spianare definitivamente la strada di Marcegaglia verso la presidenza sarebbe ora un'alleanza con l'altra donna forte del sistema confindustriale: Diana Bracco, presidente della potente Assolombarda.
Un'intesa che oggi sembrerebbe assai più a portata di mano rispetto a qualche mese fa. E se con l'uscita di scena di Bombassei gli altri più autorevoli candidati rimangono gli altri 2 vice presidenti Andrea Pininfarina e Andrea Moltrasio, in viale dell'Astronomia la complessa macchina-elezioni sta già scaldando i motori.
Raffaele Cadamuro