I triestini alla scoperta di storia, misteri e leggende nei sotterranei dei Gesuiti

Tra storia, mistero, leggende, percorsi antichi, cunicoli nascosti e stanze ancora mai raggiunte, si snoda l'itinerario attraverso i sotterranei dei Gesuiti. Nell'ambito delle manifestazioni organizzate dal Comune di Trieste, l'associazione «Acquamarina» presenta un nuovo percorso alla scoperta della Trieste storica, con una alcuni appuntamenti che si terranno sotto la chiesa di Santa Maria Maggiore, proprio nei sotterranei dei Gesuiti, recentemente aperti al pubblico, ma ancora sconosciuti a molti cittadini.
Per l'occasione è stata allestita una mostra fotografica dedicata ai vecchi ambienti, realizzata da Annamaria Castellan e Emilio Zangiacomi Pompanin, allestita alla casa parrocchiale di Santa Maria Maggiore, mentre venerdì prossimo, 14 dicembre e il 28 verrà messo in scena un monologo, quindi il giorno dopo gli spettatori potranno avventurarsi all'interno dei sotterranei, guidati dagli speleologi.
I sotterranei dei Gesuiti si estendono sotto la chiesa, per poi proseguire fino all'entrata della torre. In mezzo si possono osservare cripte, un pozzo, piccoli anfratti bui, depositi ancora ricchi di antichità, spazi umidi e polverosi e anche un gatto mummificato. Secondo una tradizione ben radicata in città, in passato i sotterranei dovevano essere collegati anche con la vicina Rotonda Pancera. L'itinerario proposto attraversa quindi la «Galleria del Gatto», il «Segno del Trentesimo», la «Camera rossa», ci si può specchiare nel «Pozzo delle anime» e salire infine sulla «Torre del silenzio», dove scoprire una splendida vista sui tetti della città e sul golfo.
«C'è un'atmosfera particolare che aleggia – spiega la Castellan – un luogo affascinante, pieno di mistero, in parte ancora da scoprire, si parla di inquisizione, di torture, di persone che vi si rifugiarono all'interno o della stessa vita dei Gesuiti. È affascinante pensare che gli speleologi stanno effettuando ulteriori studi, per capire quali siano gli spazi ancora celati alla vista e mai raggiunti».
«Entrando sembra di compiere un salto indietro nel tempo – aggiunge Zangiacomi Pompanin – nelle varie stanze e poi fin su, alla fine della torre alta 25 metri, che dall'esterno non si vede. Ci sono stanze utilizzate come deposito, dove trovano posto statue, quadri, antiche targhe votive e ancora stanze nelle quali durante il fascismo venivano nascosti gli ebrei, che hanno lasciato sulle mura date e scritte, senza dimenticare il ruolo strategico che la torre ha avuto nel tempo anche dal punto di vista militare e strategico, con le feritoie per gli archibugi».
La manifestazione si avvale del sostegno del Comune di Trieste, assessorato allo sport e assessorato al coordinamento eventi, e del Credito Cooperativo del Carso, con la collaborazione della parrocchia di Santa Maria Maggiore e della sezione di Speleologia Urbana della Società Adriatica di Speleologia.
L'ingresso a tutti gli appuntamenti è gratuito, le offerte libere saranno donate all'associazione malattie rare onlus Azzurra.
Prenotazioni alle visite e informazioni all'associazione Acquamarina 347-2350025.
Micol Brusaferro