07 dicembre 2007 —
pagina 09
sezione: Regione
TRIESTE Si scatena la corsa alla tutela del triestino e degli altri dialetti. Forza Italia presenta il suo progetto di legge che valorizza anche il resiano, il graisan, il bisiaco e il veneto. Lautonomista triestino Roberto De Gioia ne ha presentato uno analogo due giorni fa. Adesso la Lega nord ne annuncia un terzo. Nemmeno lassessore Roberto Antonaz chiude le porte ai dialetti che si sono sentiti messi da parte dopo lapprovazione delle leggi sullo sloveno e sul friulano, ma prende tempo: presenterà un suo disegno di legge, se avrà ancora la delega alla cultura, nella prossima legislatura.
I forzisti Piero Camber, Gaetano Valenti e Antonio Pedicini presentano intanto la loro proposta di legge che si pone lobiettivo di assegnare 500 mila euro come «start up» della tutela dei dialetti del Friuli Venezia Giulia: «Una legge seria che tutela i dialetti come fatto in Sardegna già nel 96 con costi che non avvicinano nemmeno i 7 milioni previsti per il friulano» afferma Camber. Intanto De Gioia rispedisce al mittente le accuse di avere copiato la sua proposta di legge proprio dal consigliere forzista: «Semmai ci siamo ispirati alla legge approvata in Veneto senza dimenticare che, come autonomisti, abbiamo tracciato un percorso con lorganizzazione di incontri e la mozione votata in Consiglio comunale a Trieste». Intanto si fa avanti anche la Lega che con i segretari provinciali di Trieste e Gorizia, Massimiliano Fedriga e Giancarlo Serafini, annunciano che il loro partito, dopo friulano e sloveno, «deve guardare anche alle altre culture e parlate locali». E aggiungono che «la Lega, con la capogruppo in consiglio regionale Alessandra Guerra, lavorerà in questa direzione assieme a tutte quelle realtà politiche e della società civile che condividono questa impostazione con serietà nellinteresse dellidentità giulianoveneta».
Nel frattempo il vicesegretario regionale del partito socialista, Alessandro Perelli, ironizza sulla «corsa all'accaparramento dei voti per le prossime elezioni regionali. Tuttavia, vedendo che si pensa a provvedimenti atti a valorizzare il greisan e il resiano, non si può fare a meno di notare che si dimentica la parlata istriana. Un grosso errore per eventuali accaparramenti di voti e preferenze....».
E la giunta regionale? «Da parte mia afferma Antonaz credo che nella prossima legislatura vada prevista unazione in merito alle parlate locali anche se non ne abbiamo ancora parlato in maggioranza. Prima ancora, o almeno contestualmente, bisogna pensare alla tutela dellaltra lingua minoritaria presente in Regione, ovvero il tedesco».
Sul fronte della tutela per la minoranza slovena, intanto, il Comitato paritetico ha inserito ieri nellelenco dei territori di applicazione della legge di tutela (in particolare della presenza di cartelli stradali bilingue) anche le frazioni di Poggio III Armata, Boschini e Peteano di Sagrado e il Comune di Lusevera. Rinviata invece la decisione sulla frazione di Montesanto a Gorizia mentre per Tarvisio e Malborghetto gli interventi dovranno essere coordinati con la tutela della minoranza friulana e tedesca.
Roberto Urizio