L'idrocefalo congenito colpisce le razze nane

L'idrocefalo è una condizione patologica (comune a uomonini e animali)nella quale si ha un aumento di volume del liquido cefalorachidiano, il liquido contenuto nel sistema nervoso centrale.
Nell'idrocefalo interno la raccolta di liquido avviene nei ventricoli cerebrali (nella scatola cranica)con conseguente loro dilatazione e progressiva atrofia del parenchima cerebrale che si trova schiacciato; in quello esterno la raccolta di liquido avviene negli spazi subaracnoidei e il problema che ne consegue e' simile anche se causato da una forza opposta.
Un'ulteriore distinzione viene fatta tra l'idrocefalo compensatorio e quello ostruttivo. Nel primo caso il liquor si accumula negli spazi nei quali manca il parenchima cerebrale, questo può accadere nelle malformazioni o nel caso in cui il parenchima sia stato distrutto da infiammazioni, tumori, emorragie o traumi. Nell'idrocefalo ostruttivo invece la dilatazione sarà conseguente a una ostruzione data per esempio da lesioni occupanti spazio sviluppatesi nei punti di deflusso del liquido cefalorachidiano: se l'occlusione interessa il quarto ventricolo o l'acquedotto di Silvio si avrà un ristagno di liquor nel terzo ventricolo e nei ventricoli laterali, se l'occlusione è a livello di forame interventricolare si può sviluppare un idrocefalo monolaterale.
L'idrocefalo congenito è una malformazione che riguarda soprattutto le razze nane quali lo Yorkshire Terrier, il Chihuahua, il pechinese e il barboncino nano, anche se occasionalmente lo si ritrova anche in taglie più grandi; questa condizione è spesso data da una malformazione dell'acquedotto di Silvio e si manifesta precocemente nel cucciolo (2-3 mesi di vita) con sintomi neurologici che si aggravano rapidamente (crisi epilettiche, depressione, demenza, aumento delle dimensioni della scatola cranica) e può avere esito fatale. Nei casi migliori si può avere una stabilizzazione della situazione con attenuazione dei sintomi. La terapia medica è a base di cortisonici e diuretici con lo scopo di diminuire la produzione di liquido cefalorachidiano, ma quest'ultima comprende spesso anche l'utilizzo di anticonvulsivanti per prevenire l'insorgenza di crisi epilettiche; nell'idrocefalo congenito esiste anche la possibilità di una terapia chirurgica con l'utilizzo di uno shunt ventricolare per drenare il liquor dal ventricolo al sistema venoso o allo spazio peritoneale.
L'idrocefalo secondario riguarda cani adulti ed essendo causato da neoplasie, meningiti è piu' difficile da diagnosticare. La diagnosi viene effettuata in base al segnalamento, alla visita clinica e neurologica e confermata con l'effettuazione di un esame tomografico con contrasto (TAC o TC).