29 ottobre 2007 —
pagina 18
sezione: Trieste
Volontariato per lo sviluppo «made in Trieste». Cifre, numeri, e soprattutto storie di vita di centinaia di volontari che cercano giornalmente di migliorare «con il cuore nella mente» il mondo che li circonda sia nella nostra città, sia in vari paesi del sud del mondo.
Un viaggio tra le diverse realtà di chi scommette sul futuro delle persone più deboli e poveri, dando assistenza ai bambini che vivono per strada, investendo nella formazione dei giovani su argomenti legati allo sviluppo sostenibile e ai diritti umani o magari semplicemente aiutando i vicini di casa in bisogno. Sono queste le storie ricordate dallAccri, lAssociazione triestina di cooperazione cristiana internazionale che intende promuovere una cultura della solidarietà tra i Popoli, in occasione del suo primo ventennale.
La ricorrenza è stata festeggiata in vari punti della città con conferenze, mostre e presentazioni di libri. Il tutto a partire dal Municipio, dovè stata ospitata nel salotto azzurro una cerimonia alla quale hanno partecipato numerosi delegati provenienti da paesi partner dellassociazione triestina, quali la Bolivia, il Ciad, il Cile, lEcuador o il Kenya.
Obiettivo principale delle celebrazioni - come hanno sottolineato i responsabili dellAccri informare e sensibilizzare l'opinione pubblica sul ruolo essenziale svolto dall'associazionismo nei processi di sviluppo sopratutto nel sud del mondo.
«È unoccasione - ha notato la presidente dellAccri Nives Degrassi - per riflettere sul cammino e sulle sfide della cooperazione internazionale, in un impegno iniziato ventanni fa in Kenya, e proseguito con responsabilità e condivisione puntando in particolare sulle iniziative che rendono autonomi le comunità più bisognose».
Dal canto suo, il sindaco Roberto Di piazza ha sottolineato la opera efficace svolta dallassociazione, soprattutto sotto il profilo dellauto-sviluppo e «aiuto alla conoscenza». La cerimonia del Comune è stata seguita da un convegno sul ruolo della cooperazione internazionale in un mondo che cambia, durante il quale hanno portato il loro saluto anche il vescovo di Trieste, Eugenio Ravignani, lassessore regionale Roberto Antonaz e la presidente della provincia di Trieste Maria Teresa Bassa Poropat.
Tra le iniziative Accri di spicco ricordate per loccasione: un progetto dinformazione ed educazione allo sviluppo, la formazione di volontari ed operatori locali o gli interventi concreti di cooperazione allo sviluppo nel sud del mondo, che hanno coinvolto negli ultimi anni una sessantina di giovani volontari per un periodo di minimo due anni.
Alcuni progetti di cooperazione - è stato notato durante il convegno - hanno fatto veramente la storia per molte comunità bisognose, come quello per la gestione dellacqua per uso domestico ed irriguo, con il miglioramento delle condizioni igienico sanitarie, portato avanti in Bolivia o il progetto di formazione degli agricoltori con sostegno alle loro diverse attività in Kenya.
Gabriela Preda