Telefonica in Telecom: via libera dal Brasile

MILANO Via libera condizionato da parte dell'Anatel brasiliana (il garante del mercato)all'ingresso di Telefonica in Telecom attraverso Telco. Telecom Italia deve mantener distinte le attività in Brasile, Telefonica deve mantenere separato il management di Vivo e di Tim: sono queste alcune delle condizioni poste dall'Anatel ai soci Telco. Oggi i legali dei soci Telco esamineranno il provvedimento.
Dopo mesi di attesa l'autorità garante delle comunicazioni di Brasilia ha così esaminato e preso una decisione sul dossier Telefonica-Tim Brazil. L'intervento del garante brasiliano si è reso necessario a fronte della rilevanza del tema per il mercato nazionale delle telecomunicazioni, dove le controllate di Telefonica e di Telecom si spartiscono con la rivale Claro la telefonia mobile. Il via libera condizionato all'operazione Telecom per quel che riguarda i riflessi sulle attività in Brasile con Telefonica e Tim Brasil è stato deciso dall'Anatel all'unanimità. Un solo consigliere ha espresso qualche appunto nel corso della riunione, si è appreso, per poi votare comunque favorevolmente al via libera.
La decisione dell'Anatel era ampiamente prevista. Tra i paletti, c'è la separazione completa tra Tim Brazil e Vivo che dovrà avvenire entro sei mesi di tempo. Telefonica detiene il 50 per cento di Vivo in joint venture con Portugal Telecom. Tim Brazil è controllata da Telecom Italia. Complessivamente i punti fissati dall'Authority perché l'operazione sia possibile sono 28.
«Non permetteremo la fusione tra le attività di Telefonica e Telecom Italia in Brasile», ha spiegato nel corso di una conferenza stampa il consigliere dell'Anatel, Antonio Domingos Peixeira Bedran.
«Non permetteremo nessun incrocio tra le due e impediremo anche la presenza di consiglieri incrociati nelle controllate delle due aziende», ha aggiunto. Entro i prossimi quindici giorni le decisioni assunte oggi dall'Anatel verranno trasmesse al Cade, l'antitrust brasiliana, e quest'ultima potrà a quel punto accettare la decisione o imporre altre restrizioni.
Nei giorni scorsi l'Authority brasiliana ha sondato i concorrenti e anche America Movil (lo ha confermato Joao Cox, presidente della controllata Claro) ha risposto alle domande di Anatel. «Questo argomento compete all'azionista - ha detto Cox in un'intervista riportata dal quotidiano economico Valor - ma la mia impressione è che si deve osservare quello che dice la 101 (la normativa che regola il controllo e che in Brasile fissa la soglia di partecipazione al 20%, ndr)».
Oi (Telemar) invece non è contraria all'operazione ma, secondo quanto riporta Valor, ha chiesto che le frequenze di Tim o di Vivo siano ridistribuite, ricordando, per avvalorare la sua richiesta, che la normativa assegna 50 MHz a ciascun operatore in ogni regione mentre i due sommati insieme arriverebbero a controllarne molti di più.
Chi invece si oppone fermamente all'operazione Telecom-Telefonica è il magnate messicano delle Tlc Carlo Slim, che in un primo momento, non appena l'azienda di Tronchetti Provera fu messa sul mercato, sembrava intenzionato a rilevarla. Oggi Slim ha in programma un incontro con il presidente brasiliani Ignacio Lula da Silva e probabilmente si parlerà proprio di questa vicenda.