ARCHIVIO il Piccolo dal 2003

Padova, il vescovo rimuove il prete innamorato

PADOVA Finora l'ha chiamata pubblicamente Laura, come l'ispiratrice del Petrarca che nel padovano aveva casa, ma il nome della donna di cui don Sante Sguotti, ex parroco della chiesa di San Bartolomeo di Monterosso (Padova), non ha rinnegato l'amore - dichiarandolo anzi ai parrocchiani che tuttora gli sono vicini - è un altro.
Quel nome fa parte del privato di questa coppia, nella quale don Sante Sguotti non si comporta farisaicamente come il Mastroianni de «La moglie del prete», interpretata da Sophia Loren. Il suo amore per Laura, anzi, sarebbe coronato dalla presenza di un bambino, che oggi ha un anno. L’«outing» che gli è costato la rimozione con effetto immediato dall'ufficio di parroco ha motivi che per il momento il sacerdote non ha spiegato compiutamente. Don Sante ha annunciato però che parlerà nel corso di una conferenza stampa indetta per domani, a mezzogiorno, in una casa di Lovertino, in provincia di Vicenza. Un'abitazione di sua proprietà, nella quale Laura vivrebbe da tempo, assieme al figlioletto. Per lasciare la casa parrocchiale di Monterosso, dove ha finora vissuto, don Sante ha tempo fino a sabato prossimo.
Al sacerdote rimosso è stata anche revocata la facoltà di udire le confessioni, pertanto non può impartire validamente l'assoluzione sacramentale.
Ieri, frattanto, c'è stata una stretta di mano tra il parroco uscente, che ha passato la giornata in parrocchia a riordinare gli effetti per il passaggio di consegne, e il nuovo amministratore parrocchiale di San Bartolomeo, don Giovanni Brusegan, delegato vescovile per l'ecumenismo e la cultura, che ha celebrato la sua prima messa in una chiesa quasi deserta.
Nominato dal vescovo di Padova mons. Antonio Mattiazzo, don Brusegan ha reso noto che non si trasferirà a Monterosso, ma cercherà di conciliare gli impegni presso la Diocesi di Padova con quelli della nuova parrocchia. «Cercherò di valorizzare al massimo il lavoro che ha fatto fin qui chi mi ha preceduto», ha detto. Da parte sua, don Sante ha scritto una lettera ai parrocchiani, che incontrerà stasera a cena in un ristorante della zona. Fa appello alla loro coscienza per decidere in modo collegiale, con tutta la comunità religiosa di Monterosso, l'eventuale ricorso al decreto di rimozione da presentarsi entro dieci giorni alla Congregazione del Clero.

  • Articoli correlati - GIORNALI LOCALI GRUPPO ESPRESSO
  • il mattino di Padova

    Senza Titolo

  • il mattino di Padova

    Senza Titolo

  • il mattino di Padova

    Senza Titolo

  • + Altri risultati