Le aziende che ricevono soldi per l'innovazione

Nell'inserto «Economia e Porto» del Piccolo del 2 settembre, viene riportata una lunga lista di aziende che hanno ricevuto consistenti soldi dalla Regione nostra per la loro «innovazione». Tra le altre c'è la Telit che fa telefonini tanto innovativi che qui in città è da anni che non li trovi più. Forse li vendono ad Atene? Io cerco sempre, se posso, di comprare italiano, specie se l'azienda sta qui da noi. Ma stavolta non posso! Poi c'è la Pasta Zara, che ha già ricevuto un sacco di soldi dalla Regione: un'azienda cui «innovare» significa introdurre sempre più automatismi per ridurre al minimo il personale. Ma c'è persino la cartiera Burgo di Duino la cui vita è contrassegnata annualmente da crisi produttive, seguite da rinnovo di macchinari col finale di riduzione di posti di lavoro! Come è bello innovare! Troviamo anche l'Acegas che non capisco di che innovazione abbia bisogno dal momento che è una ditta che fa sempre utili.
Ma, gran finale, c'è il Sincrotrone che si porta via circa 4 milioni di euro per fare una costosissima linea di ricerca che a noi non porta alcun utile e che di triestini ne impiega forse due. O dico troppo? Naturalmente non si dice che quei soldi dati a questi importantissimi signori, sono soldi delle nostre tasse. Come tali, io ritengo che dovrebbero essere impiegati solo per lavori di pubblica utilità: rinnovo di scuole, costruzione di parcheggi, ampliamento di strade, sussidi ai veri poveracci che faticano a vivere. Macché! La gran generosità di Illy e dei suoi amministratori, tutti di sinistra, è rivolta… ai padroni, cioè a quelli che davano molto fastidio ai rossi qualche decennio fa. Ma ora si sa, i «rossi» hanno cambiato pelle e vanno d'accordo con la Confindustria per spartirsi, assieme, soldi e potere. Dandoci da bere che fanno… anche gli affari nostri! Fosse in mio potere, io non darei una lira a tutti questi soggetti beneficati. Perché se ne hanno bisogno devono rivolgersi alle banche, perché questo è il mestiere delle banche: prestare soldi a chi produce e lavora. Ci sono le banche comuni, le merchant bank, quelle del mediocredito, quelle del credito cooperativo ecc. Che ti fa la regione nostra? Mette in piedi la Friulia, cioè una banca fatta coi nostri soldi, per darli poi agli amici e agli amici degli amici. Tutto a fondo perduto. Quando poi questi chiudono o falliscono quei soldi passano in cavalleria: chi ha dato ha dato, chi ha avuto, ha avuto! E noi restiamo col danno e le beffe. Noi meschini e tapini a subire sempre e loro a dirci che sempre di noi si ricordano… sì, ma nelle loro preghiere! A questo punto mi chiedo: ma la gente di sinistra è davvero in linea coi suoi capoccia e non si accorge delle gran bidonate che riceve?
Sergio Callegari