Graffiedi: «Pronto a guidare l'attacco»

TRIESTEMattia Graffiedi non immaginava davvero che quella brutta caduta del 6 aprile a Pescara avesse il potere di protrarre le sue conseguenze così a lungo. E invece è stata quasi una sorta di maledizione per l'attaccante romagnolo, che già fino a quel momento non aveva vissuto una stagione brillante, ma che dopo quell'episodio ha iniziato un vero e proprio calvario: dopo quella caduta tutti a temere per un colpo alla testa, invece lui si era procurato uno stiramento nella zona inguinale. Con il rientro nelle ultime giornate di campionato sembrava tutto risolto, invece quel problema sta influenzando anche la preparazione per la nuova stagione. Graffiedi, qual è esattamente il problema di questa prima parte di ritiro?
È sempre colpa di quel maledetto stiramento susseguente alla caduta di Pescara. Evidentemente, nella fretta di recuperare per riuscire a giocare le ultime partite della scorsa stagione, l'infortunio non si è risolto del tutto. Si è formato del liquido e per tutte le prime due settimane ho svolto una preparazione differenziata tra piscina e campo.
Ma quando speri di vedere la fine del tunnel?
L'ultima risonanza ha detto che ormai l'infortunio è in via di guarigione. Io credo che per questo fine settimana dovrei essere finalmente a posto e pienamente disponibile.
Ma non temi di restare un po' indietro ai compagni in questa fase della preparazione?
Un po' di handicap ci sarà, è ovvio. Ma è un problema che si può risolvere, perché per fortuna c'è ancora tempo per recuperare. In fondo manca ancora poco meno di un mese al via del campionato. Certo, un po' di svantaggio ci sarà, ma spero di mettermi al passo con gli altri.
Il ritiro è sempre una parte importante della vita di una squadra, oltre che per la preparazione, anche per conoscere i nuovi e per l'integrazione fra di noi. Ma da questo punto di vista non ci sono problemi, le sedute tattiche le ho svolte anch'io.
Intanto si susseguono le voci di mercato su punte, mezze punte ed esterni: ma sei proprio sicuro di restare in alabardato?
Le notizie di mercato le leggo anch'io, continuo a sentir parlare di gente in arrivo con il ruolo simile al mio, ma io mi sono già chiarito con la società: ci ho parlato e non c'è assolutamente nessun dubbio sulla mia permanenza. Per capirci, non devo aspettarmi nessuna sorpresa da un giorno all'altro, resto a Trieste.
In questi schemi che sta provando Maran, dove potresti inserirti?
Per me vanno bene entrambe le soluzioni, ho già parlato con il mister a riguardo: posso fare la seconda punta, ma all'occorrenza posso fare benissimo anche la prima. L'unica cosa che non posso fare è sicuramente l'esterno di centrocampo.
Hai già un'idea di quanto può valere questa nuova Triestina?
Difficile dare già dei giudizi, soprattutto perché finora mi sono allenato a parte. E in ogni caso è ancora presto per dire qualcosa. Quello che si può dire è che sono arrivati sia giovani di belle speranze che gente di esperienza, mi sembra un buon mix. Ma non so dove potremo arrivare: la B è un campionato davvero strano, anche l'altro anno dovevamo avere ben altre ambizioni e invece per vari motivi ci siamo trovati a soffrire e a lottare per altri traguardi.
Antonello Rodio