ARCHIVIO il Piccolo dal 2003

L’export dei prodotti italiani in Cina è cresciuto del 25%

ROMA Le esportazioni di prodotti italiani in Cina (soprattutto macchinari) sono cresciute nel 2006 del 25%, raggiungendo i 5,7 miliardi di euro. Tuttavia la Cina ha esportato nel nostro paese per 17,9 miliardi, portando così il rosso accumulato nei confronti di Pechino a 12,2 miliardi di euro. In base ai dati forniti ieri dal ministero del Commercio internazionale in occasione della riunione della commissione mista italo-cinese presieduta dal ministro Emma Bonino e dal suo omologo cinese, Bo Xilai, tra il 2000 e 2005 il valore dei flussi di interscambio commerciale dell'Italia con la Cina è raddoppiato, con aumenti pari al 101,1% per le importazioni e al 93,5% per le esportazioni.
L'importanza della Cina come partner commerciale dell'Italia è cresciuta in misura significativa negli ultimi cinque anni: la quota di vendite italiane in Cina sul totale delle esportazioni del nostro paese è passata dallo 0,9% all'1,6% (dal 2,3% al 3,8% considerando i soli paesi extra Ue). Un risultato a cui hanno contribuito anche le missioni dell'intero sistema economico italiano organizzate nel 2005 e nel 2006, la prima guidata dall'allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, la seconda dal presidente del Consiglio Romano Prodi.
Per quanto riguarda la presenza cinese in Italia, le imprese sono sostanzialmente di due tipi. Nel nostro paese si contano oltre 26 mila imprese individuali, con una crescita nell'ultimo quinquennio, del 200%. Ci sono poi le multinazionali come il colosso delle telecomunicazioni, Huawei, l'azienda di elettrodomestici Haider, il gruppo di servizi logistici Cosco.
Attualmente in Cina operano, invece, circa duemila aziende made in Italy: nell'ultimo triennio la nostra presenza si è triplicata. Oltre a molte piccole e medie imprese, in Cina sono operative alcune tra le più importanti società italiane: Alitalia, Agusta, Impregilo, Guzzini, Zegna, Eni, Snam Progetti, Tecnimont, Generali, Sigma-Tau, Bracco, Fiat, Piaggio, Pininfarina.
E sono sette i punti su cui l'Italia concentra le proprie richieste per rilanciare la partnership economica con la Cina. Dai negoziati del Wto alla riduzione dei dazi doganali sugli aerei, passando per i limiti alle importazioni di prodotti tessili cinesi e per il tema caldo della contraffazione,