08 giugno 2007 —
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sezione:
Trieste
di
Giulio GarauNessuna collaborazione transfrontaliera in campo economico del Consiglio comunale di Trieste con i colleghi di Sesana. La riunione, concordata bilateralmente per il 28 giugno con il rappresentante del Consiglio comunale sloveno, Stojan Gorup, è stata bocciata dalla maggioranza della Commissione economia del Comune. Ieri (proprio mentre da Lubiana giungevano notizie sulle mosse del governo per attrarre nuove aziende) la svolta: la riunione era stata preparata dallo stesso presidente della Commissione, Gianfranco Trebbi (Lista Dipiazza) anche sullonda della recente visita del sindaco a Lubiana. La proposta è stata respinta con An in prima fila, in commissione i toni si sono infiammati e poche ore dopo Trebbi ha presentato formali dimissioni. Quei confini tra Italia e Slovenia che stanno per cadere tra pochi mesi sono improvvisamente comparsi in Comune.
Nel pomeriggio, dopo consultazioni convulse per risolvere un atto politico definito dallopposizione di centrosinistra «gravissimo perchè riporta indietro di trentanni la città» (sotto accusa la Rosolen di An e Maurizio Ferrara della Lista Dipiazza), lintervento del sindaco che ha cercato una svolta. «Chiederò a Trebbi che ritiri le dimissioni lannuncio di Dipiazza e andrò con lui a Sesana. I rapporti sono consolidati da anni con il Comune sloveno, abbiamo portato lacqua e il gas. Fra qualche mese cadono i confini, cosa vogliamo più dalla vita? Davanti ci sono solo opportunità e io saprò coglierle tutte».
Incidente apparentemente chiuso e con strategia politica di alto livello, ma non certo allinterno della coalizione di centrodestra.
«Sono stati sollevati e avanzati tutta una serie di ostacoli formali si sfoga Trebbi che in realtà nascondono problemi politici. Mi hanno detto che non abbiamo alcuna competenza per organizzare lincontro, che i consiglieri non possono fare riunioni allestero e che era meglio incontrarsi con i colleghi di Lubiana. Tante scuse, che in realtà erano un modo elegante per dire di no. Io non condividevo le motivazioni formali, ero anche disposto a fare prima un vertice a Lubiana. Ho visto una forte resistenza da parte dei gruppi di maggioranza, che mi ha sorpreso e amareggiato. Dò le dimissioni, non condivido questa bocciatura. È un modo di fare la politica fuori dai tempi, fuori dalla storia e di chi guarda indietro e non avanti. Porterà solo che male alla città in termini economici. Questa non è la politica economica del centrodestra in cui mi riconosco».
Durissima la nota dellopposizione, firmata da Luciano Kakovic, Stefano Ukmar e Igor Svab. «Poteva essere linizio di un percorso di collaborazione tra i due comuni sullo sviluppo sociale ed economico dellarea, con il proposito di allargare liniziativa anche a Capodistria e Lubiana».
Niente da fare, in commissione sono ricomparsi gli spettri di cinquantanni fa. «La commissione ha deciso, anche contro il parere di Trebbi scrivono ancora i tre consiglieri di opposizione di sospendere lincontro con decisioni espressamente politiche. Siamo perplessi perchè liniziativa aveva avuto il pieno appoggio dei Dipiazza. Tutto sta cambiando, ma purtroppo in una parte dellamministrazione comunale esistono ancora forze politiche che si rifanno al passato, non riuscendo a cogliere le opportunità storiche che ci vengono offerte».
Kakovic è sconsolato: «Piena solidarietà a Trebbi dice . È incredibile, scandaloso quanto è successo. Dipiazza va a Lubiana e noi consiglieri non possiamo andare a Sesana? Cè attrito tra Forza Italia da una parte, e An e Lista Dipiazza dallaltra. Come consiglieri comunali siamo tornati trentanni indietro, è unatteggiamento di chiusura di chi ha 80 anni e non di chi guarda al futuro della città».
Alessia Rosolen, capogruppo di An, la principale accusata dal centrosinistra, getta acqua sul fuoco e cerca di minimizzare. «Credo che Trebbi abbia esagerato, è normale dialettica interna. Resto ferma dellopinione che per parlare di questioni economiche Trieste deve avere unobiettivo ambizioso e confrontarsi con realtà alla pari come Lubiana, città al suo livello. Per Trieste andare a Sesana a confrontarsi è come per il consiglio comunale di Lubiana recarsi a Monrupino. Non cè la stessa rilevanza economica, mi sembra. Non ero contraria al confronto, ma ripeto il nostro interlocutore è Lubiana. Trieste non ha nulla da andare a imparare a Sesana».
Prova a stemperare latmosfera pure lassessore alleconomia, Paolo Rovis, esponente di Forza Italia: «Non cera alcun problema politico ribadisce e nemmeno la mancanza di volontà di avere un confronto. È stato suggerito, prima di scendere nei particolari con il consiglio comunale di Sesana, che Trieste capoluogo di regione si rapporti con città della Slovenia con caratteristiche analoghe. Certamente Lubiana ma anche Capodistria, questi sono i nostri primi interlocutori con cui dialogare. Credo che Trebbi abbia preso una decisione affrettata e un po eccessiva».
Molta acqua sul fuoco, anche se in realtà chi cera in commissione racconta di discussioni accese e di fermi no, soprattutto dalla Rosolen («non possiamo abbassarci ad andare a parlare a Sesana»), di posizioni favorevoli di Salvatore Porro (An) e Claudio Frommel (Fi), e di grandi frizioni. Solo alla fine un compromesso, con lobbligo di «passare prima per Lubiana», ma che il centrodestra ha accettato masticando amaro.