Loris Premuda pioniere della storia della medicina

Una vita intera dedicata con passione ed estrema competenza alla storia della Medicina, una cattedra a Padova durata 38 anni: Loris Premuda, nato a Montona in Istria nel 1917, e oggi - professore emerito nella stessa università - tornato a vivere a Trieste che considera sempre «la città splendida e luminosa» della giovinezza, ha deciso di riassumere l'intensa catena di carriera, cattedre, pubblicazioni, articoli, incontri, conferenze che lo hanno visto autore e protagonista in un libro fuori commercio intitolato «Una vita ideale».
L'autobiografia è un genere interessante e difficile, ma Premuda ha solo inframmezzato a riassunti che egli stesso ha voluto schematici come un catalogo il flusso del racconto, in cui rievoca alcuni squarci di particolare importanza per la sua vita professionale: i concorsi, i colleghi, la prima cattedra, le conferme, le «chiamate» prestigiose anche dall'estero, a un certo punto cortesemente rifiutate per non spostarsi dal Bo padovano, e al centro sempre la disciplina che, appassionandolo, ha per decenni appassionato a propria volta studenti, uditori e lettori, quella storia della Medicina considerata una materia specialistica, e non occasionale interesse divulgativo (cosa che lo studioso rimprovera a numerosi dilettanti, autori di «improvvisazioni pericolose»).
Ma per converso anche i «clinici» a volte guardavano con stupore questo eccellente studioso che aveva in pratica creato la disciplina universitaria, così per esempio nel 1980 Premuda dovette alquanto insistere per ottenere l'istituzione di un corso biennale di perfezionamento, alfine concesso, che aveva tra le sue materie Sociologia medica, Storia dell'assistenza sanitaria, Etica e storia della deontologia medica, Storia della psicologia e della psichiatria. L'insegnamento è rimasto materia complementare fino a 12 anni fa, scrive l'autore, aggiungendo: «Quasi con certezza posso confermare che almeno 14 mila studenti circa hanno sostenuto l'esame negli anni del mio magistero».
Ma altrettanto cospicuo, e Premuda ne riassume i termini nel racconto e nel catalogo, è stato il suo coinvolgimento come professore ospite (a Berna, Zurigo, Basilea, Ginevra, Parigi, Vienna, Amburgo, Monaco, Francoforte, Bonn, Stoccarda, Heidelberg, Amsterdam, Bruxelles per citare solo alcune sedi universitarie), così come lunghissima è la lista dei professori stranieri invitati a Padova, degli articoli scientifici pubblicati, delle «prolusioni, lezioni magistrali, orazioni congressuali, discorsi, seminari», dei servizi radiofonici e televisivi, e infine anche delle «onoreficenze e riconoscimenti» ricevuti (in casa Premuda conserva un vero e proprio medagliere, come si vede dalle foto).
Ma per chi conosce i libri di Premuda, prezioso sarà il catalogo delle monografie e pubblicazioni che in soli titoli occupa ben 27 pagine del volume, e cui si aggiungono ancora altre pubblicazioni, tra cui «Medicina tra realtà e storia, memorie in libertà di un medico mitteleuropeo», pubblicato da Marsilio nel 2003. Alla fine scrive Premuda: «Concludo questa rassegna di dati, nozioni, fatti e commenti personali entro un velo di nostalgica malinconia. (...) Tutto ciò è superato: potrebbe esclamare un lettore spensierato e superficiale di queste pagine. Per me viceversa tutto è rimasto sicuramente integro e indelebile nella memoria».
g. z.