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Omosessuali, scontro fra Ferrero e Bindi

POLEMICA ROMA Dal 24 al 26 maggio Rosy Bindi, ministro per la Famiglia ha convocato una conferenza a Firenze. Dedicata alla famiglia, appunto. Questo è un fatto. L’ultima lite nel governo muove dal rifiuto del ministro Paolo Ferrero di andare a Firenze perché la collega Bindi non ha invitato le associazioni degli omosessuali. Decisione di Ferrero seguita a ruota da quelle dei ministri Emma Bonino e Fabio Mussi.
Rosy Bindi ha risposto come sa fare, con franchezza un po’ dura. Più o meno dicendo: non ho invitato le associazioni di lesbiche e gay perché l’iniziativa è dedicata alla famiglia come descritta nella Costituzione, uomo, donna, figli. «Ho dato il mio contributo alla legge sui Dico - ha precisato la Bindi - una legge che riconosce diritti e doveri dei conviventi senza discriminazioni sugli orientamenti sessuali e senza fare confusione sulle unioni civili e sulla famiglia. Non ho mai nascosto che la famiglia per noi è quella di cui parla senza ambiguità la Costituzione ed è questa famiglia che sarà al centro dei lavori di Firenze. È una scelta coerente con il mio mandato di ministro e con il programma di legislatura che ho illustrato in Parlamento».
Apriti cielo. È stato un po’ come aprire un vaso di Pandora. Con il centrodestra scatenato nel tentativo di tirare i cattolici, anche quelli al governo, dalla propria parte, fino a iscrivere il tema della famiglia nella propria esclusiva area di competenza. Urlando contro un riconoscimento, di fatto, delle unioni civili da parte della Bindi. Un crescendo, fino a Silvio Berlusconi che, diplomaticamente, ha garantito l’adesione di Forza Italia alla kermesse di sabato in piazza (Family day).
Di Ferrero si è detto. Fabio Mussi spende la parola «medioevo» per l’esclusione degli omosessuali da Firenze. Barbara Pollastrini invita alla calma. Emma Bonino andrà, sabato, al Laico day promosso dai radicali in piazza Navona. Non è finita. Giuseppe Fioroni e Clemente Mastella vanno al Family day e tacciono su Firenze. Francesco Rutelli impegna se stesso in un dialogo «molto costruttivo e in amicizia» con Savino Pezzotta, portavoce dell’appuntamento teocon (con la partecipazione di una gran quantità di teodem) ma declina l’invito a essere in piazza.
Le organizzazioni degli omosessuali, uomini e donne, sono tutte, ovviamente, contro Rosy Bindi, reclamando il proprio buon diritto non solo a mettere su famiglia ma anche a discutere nelle sessioni fiorentine.

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