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E il Municipio pensa a un premio di produttività

Un premio di produttività quotidiano «vecchia maniera» al posto di quello dei due rientri pomeridiani alla settimana. Affinché i dipendenti siano motivati a lavorare allo stesso modo in qualsiasi giorno della settimana, senza quell’occhio di riguardo per i soli lunedì e mercoledì, cioè le giornate dei rientri stessi. È la ricetta anti-assenteismo che potrebbe adottare a breve il Comune. La trasformazione delle indennità accessorie da circa 75 euro mensili - da spalmare sulle singole giornate «lavorate» in un mese anziché sugli otto gettoni del pomeriggio, ferma restando la flessibilità di scelta delle 36 ore settimanali - è infatti il cuore della trattativa in corso fra l’amministrazione municipale e i sindacati sul cosiddetto «fondo per la contrattazione integrativa del personale degli enti locali». Poco trapela per ora dagli uffici di piazza Unità, dove il segretario generale Santi Terranova ha un mandato di trattativa con ampi margini di manovra dal sindaco Roberto Dipiazza e dall’assessore al personale Michele Lobianco. Si sa comunque che la proposta della produttività quotidiana parte proprio dal Municipio e che sarà presentata dai sindacati ai dipendenti in occasione di un’assemblea generale dei lavoratori prevista per il prossimo 3 maggio. «Si tratta di un argomento delicato, ritengo in ogni caso che sia una buona proposta», si limita a dire l’assessore Michele Lobianco. Il quale, però, come già aveva fatto Dipiazza, contesta i dati emersi ancora con l’inchiesta del «Sole 24 Ore». «Il Comune di Trieste - precisa Lobianco - risulta fra gli enti municipali con più assenze fra i propri dipendenti perché qui, a differenza che altrove, ogni astensione dal servizio è controllata e comprovata da una precisa giustificazione. Il Municipio non è la tana degli assenteisti. In base a un recente monitoraggio, peraltro, abbiamo accertato che i dati pubblicati dal ”Sole 24 Ore”, che si riferiscono al 2005, risultano in sensibile diminuzione nel corso del 2006 e anche nei primi mesi di quest’anno. Ultimamente abbiamo anche emesso un provvedimento che impone la presentazione di un certificato medico già al primo giorno di assenza per malattia, e non dopo il secondo».
Ma c’è chi se ne approfitta? «Una percentuale di lavoratori che fanno malattie un po’ così c’è ma l’alternativa qual è? È finire tutti nel privato degli appalti e delle cooperative, dove lì non sta mai male nessuno perché vige un alto grado di ricattabilità», tiene a precisare Marino Sossi, segretario triestino Cgil-Fp. Secondo il quale, tuttavia, proprio «i dati del Comune sulle assenze per malattia, sui quali incidono soprattutto le assenze prolungate per gravi patologie, si avvicinano a un fisiologico 6-7% sui giorni totali di servizio. Sono proporzioni che si trovano anche in Fiat, dunque perfino nella grande industria. Non dimentichiamo poi, e qui Dipiazza ha detto bene, che sulle statistiche delle assenze nel Comune di Trieste sono decisive quelle 800 unità, fra maestre e educatori di materne e ricreatori che altrove non ci sono, che stando a stretto contatto con i bambini sono più esposte ai virus stagionali».Quanto alla proposta del bonus giornaliero, che sostituisca quello del rientro pomeridiano, Sossi lo giudica «condivisibile».
«Potrebbe essere un ragionamento proficuo» da adottare anche in Provincia, aggiunge a sua volta Mariella De Francesco, assessore al personale di Palazzo Galatti, che predica attenzione nell’interpretazione dei dati, a suo avviso «poco leggibili».
«La casistica dei motivi di un assenza - dice - è così varia che si rischia di generalizzare. Importante è per esempio la percentuale di donne, e magari giovani, presenti nel complesso di un organico, che possono spostare i numeri a causa di maternità e congedi parentali».
«Tali dati - gli fa eco infine l’assessore al personale in Regione Gianni Pecol Cominotto - vanno letti in maniera attenta, magari verificando se ci sono concentrazioni di assenze in alcuni periodi dell’anno, cercando di conseguenza di accertarne le motivazioni». E qui Pecol fa riferimento proprio alle particolarità del Municipio, competente con proprio personale in materia di servizi all’infanzia e assistenza alla persona. «Bisogna tenere da conto - così l’assessore regionale - che il Comune è una struttura che eroga servizi diretti sul territorio, alcuni dei quali sono organizzati per essere assicurati 24 ore su 24. E ciò espone in certi casi a maggior affaticamenti una determinata tipologia di dipendenti».
pi. ra.