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La storia partigiana raccontata in giallo seduce i giovani

«La storia che abbiamo raccontato è quella di un partigiano comunista, delle Brigate Garibaldi, che viene giustiziato dai suoi compagni partigiani perché accusato di un cruento omicidio che probabilmente non ha commesso. Sarà compito del maresciallo Santovito, il personaggio che io e Loriano Macchiavelli abbiamo inventato, scoprire se il combattente era veramente colpevole». Così risuonano le basse tonalità caratteristiche della voce di Francesco Guccini alla presentazione del suo ultimo libro giallo, intitolato "Tango e gli altri". Questo interessante appuntamento si è tenuto il 24 marzo scorso nell'Auditorium del Museo Rivoltella.
All'incontro ha partecipato anche Loriano Macchiavelli, co-autore del romanzo, nonché famoso giallista con il quale Guccini ha scritto già altri tre libri. Entrambi gli scrittori hanno ricordato episodi della loro infanzia, vissuta sotto l'occupazione nazista e l'avanzata americana. Proprio questa esperienza di gioventù li ha spinti a cercare di scoprire la storia della guerra partigiana, grazie a numerosi studi e ricerche, che hanno preceduto e aiutato la stesura del libro.
Loriano Macchiavelli, infatti, racconta: «Il nostro è un libro in cui è evidente il tentativo di essere imparziali, di restare al di sopra delle parti e aderenti alla realtà storica. Per questo motivo abbiamo fatto visionare il testo ad alcuni ex partigiani, ed in particolare a un presidente di tribunale partigiano».
«Detto ciò - aggiunge Guccini, sommerso dall'ovazione e dagli applausi di una folla appassionata - è evidente che noi sappiamo bene da che parte stare».
Entusiasti, alla fine dell'incontro, i numerosi giovani presenti, come conferma Niccolò, 19 anni: «Finalmente sono riuscito a vedere il mio idolo. È stata una grande emozione riuscire a parlargli, e a farmi firmare un autografo su uno dei suoi bellissimi CD oltre che sul libro. Mi è piaciuto molto anche quello che è stato detto durante l'incontro; non vorrei rovinare la sorpresa a chi non ha ancora letto il libro quindi non dirò altro, ma posso assicurarvi che è appassionante: leggetelo».
Alla fine della presentazione, è stato dedicato ampio spazio alle domande del pubblico, che in questo modo ha potuto soddisfare le sue numerose curiosità. I due scrittori hanno quindi avuto modo di spiegare come sono riusciti a scrivere un libro a quattro mani, riuscendo ad ottenere uno stile omogeneo, in cui non si capisce chi abbia scritto cosa. «Ognuno di noi scriveva un capitolo, che inviava all'altro per la correzione. In questo modo abbiamo messo un po' di entrambi in ogni frase», ha spiegato Macchiavelli.
Nicòle Torriero
(Istituto tecnico. "L. da Vinci" - Trieste)
Lorenzo Tommasini
(Liceo scientifico "G. Galilei" - Trieste)

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