Usura, condannato a 23 mesi per i prestiti di una finanziaria

Un anno e undici mesi di carcere, 6700 euro di multa.
Il Tribunale ha condannato ieri a questa pena Rodolfo Taupal, 45 anni, via delle Linfe 2. Era accusato di usura e i giudici hanno riconosciuto la sue responsabilità in 33 episodi tutti gestiti nel suo ruolo di amministratore unico della società finanziaria «Credit Est spa» che operava a Trieste in via San Lazzaro 17 e che nel dicembre del 2002 era stata sequestrata dal pm Federico Frezza. Il magistrato aveva bloccato anche i conti correnti accesi dalla stessa società in due istituti di credito. Oggi la «Credit Est» è in liquidazione.
La sentenza è stata pronunciata al termine di un dibattimento in cui i giudici hanno ritenuto di dover approfondire una parte dell'istruttoria per poter fare chiarezza sui tassi praticati ai singoli clienti dalla «Credit Est». Ufficialmente erano inferiori a quelli che la Banca d'Italia definisce come limite per l'usura, ma i costi accessori, le commissioni richieste, i cosiddetti «giorni di valuta» in cui il cliente non aveva la disponibilità del denaro ottenuto in prestito, li hanno fatti lievitare in alcuni casi oltre il limite fissato.
Il difensore, l'avvocato Fulvio Stradella, si è battuto per ridimensionare il numero di casi che la Procura ha ritenuto fuorilegge e ha citato il gran numero di altri clienti, circa 900, i tassi dei cui prestiti erano rimasti al di sotto del limite usurario. Trenta su novecento, secondo l'avvocato potrebbero rappresentare un errore, seppure ripetuto, ma comunque minimo a livello statistisco. Ma i giudici sono stati di diverso avviso e hanno condannato Rudy Taupal.
L'inchiesta, come altre aperte dal pm Federico Frezza che hanno coinvolto società finanziarie, era stata avviata dalla denuncia di un padre di famiglia che ricalcolando i tassi di interesse con grande precisione si era accorto del superamento dei limiti di legge e aveva denunciato l'amministratore.
c.e.