«Siamo state salvate da un angelo custode»

DOBERDÒ DOBERDÒ «Ho fatto solo il mio dovere, ho agito d'istinto, senza pensare ad altro. Non mi considero un eroe. Ciò che ho fatto è stato un gesto di altruismo che andava eseguito in ogni caso. È un dovere per un carabiniere e per qualsiasi cittadino». È schietto, pragmatico e schivo, il carabiniere Giovanni L'Altrelli, 31 anni, di Doberdò del Lago, protagonista del coraggioso salvataggio di due giovani donne e di un bambino di un anno e mezzo, compiuto nel Foggiano. Mercoledì pomeriggio, percorrendo la litoranea che collega il Lido del Sole a Rodi Garganico, nel vedere quell'auto finire nel mare in burrasca, è sceso dalla sua vettura gettandosi in acqua, incurante del pericolo a cui andava incontro. L'Altrelli ha agito d'istinto, con determinazione. Domenica Di Biase, 23 anni, Fortunata Di Giacomo, 21, e il piccolo Francesco erano rimasti intrappolati nella loro vettura, una Ford Puma, finita in acqua dopo una sbandata causata forse dal forte vento.
Le giovani donne non si stancano di esprimere la propria riconoscenza al valoroso carabiniere. Fortunata Di Giacomo ha raccontato che, una volta finiti in acqua, hanno visto la morte in faccia: «Non dimenticherò mai – ha sottolineato la donna ancora scossa – quanto hanno fatto i carabinieri per noi. Non dimenticheremo mai ciò che ha compiuto il militare L'Altrelli. Per noi è stato un grande angelo custode».
L'Altrelli riprenderà servizio lunedì, alla stazione di Doberdò del Lago. Il carabiniere, originario di San Giovanni Rotondo, dove si venera Padre Pio, nel Foggiano era in ferie, ospite da parenti.
Per ora, dunque, nessuna licenza straordinaria per il militare, che si trovava in ferie, ospite da parenti. Ma il comando della Compagnia dei carabinieri di Monfalcone ha deciso di consegnare un premio al militare per il coraggio dimostrato salvando tre persone in pericolo di vita.
La data non è stata ancora stabilita, ma probabilmente il riconoscimento potrebbe essere consegnato ai primi di giugno, in occasione della Festa dell'Arma. Il vice comandante della Compagnia monfalconese, tenente Antonio Di Paolo, intende congratularsi personalmente con il carabiniere L'Altrelli, esprimendo la stima e l'orgoglio di tutta l'Arma.
Alla stazione dei carabinieri di Doberdò del Lago, che si prepara ad accogliere con entusiasmo il rientro del collega, la soddisfazione è evidente. L'Altrelli viene definito un ragazzo «semplice, tranquillo, ma determinato». Sono forse queste caratteristiche che lo hanno spinto ad agire senza perdere tempo, affrontando una situazione complicata.
Al comando di Compagnia di Vico del Gargano, in provincia di Foggia, dov'è accaduto l'incidente, si rinnovano gli elogi. «Abbiamo saputo dell'eroico salvataggio – dicono i carabinieri di Rodi Garganico - solo dopo il ricovero dei feriti in ospedale. Siamo felici che un nostro collega si sia prodigato in questo grande gesto».
Anche ieri a Doberdò del Lago il felice salvataggio compiuto da L'Altrelli dominava le discussioni tra la gente. Si commentava l'episodio nei bar, nei locali pubblici, per strada. I cittadini, all'unisono, spiegavano di essere fieri di accogliere nel loro paese un militare così coraggioso. «In un comune così piccolo – ha osservato un esercente pubblico – ci conosciamo tutti, compresi i carabinieri e le altre forze dell'ordine».
Anche l'Amministrazione comunale di Doberdò intende manifestare pubblicamente il plauso e l'attestazione di stima nei confronti dell'eroico carabiniere, protagonista di un'azione che inorgoglisce tutta la comunità. Il sindaco Paolo Vizintin ricorderà il salvataggio, lunedì, in Consiglio comunale. A Giovanni L'Altrelli sarà presumibilmente consegnata anche un'onorificenza.
Intanto, sembra più chiara ora la dinamica dell'incidente consumatosi nel Foggiano. Le due donne volevano raggiungere il Lido del Sole, poco distante da Rodi Garganico, località affollata di turisti durante l'estate. Nel percorrere la strada comunale «litoranea» che costeggia il mare, la Ford Puma ha sbandato, forse in seguito ad una violenta raffica di vento. L'auto ha così oltrepassato il ciglio stradale finendo in mare e affondando a metà. Giovanni L'Altrelli, che proveniva nella direzione opposta, ha assistito alla scena e non ha perso tempo. Ha notato il lunotto della Ford sfondato e si è subito tuffato, riuscendo ad entrare nell'abitacolo. Ha così estratto dall'auto il bambino, affidandolo a sua madre, e poi ha recuperato le due giovani donne.
Ciro Vitiello