05 gennaio 2007 —
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sezione:
Gorizia
ROMANS «Prima approvano il regolamento, poi ne prendono le distanze e propongono un'altra inattuabile sede della pista». È questo il senso della nota con cui il sindaco di Romans, Alessandro Zanella, risponde alla posizion del gruppo di minoranza «Rinnovare Romans», dopo il ricorso al Tar presentato da 33 cittadini di Versa contro la pista di motocross adducendo che l'impianto ricadrebbe in una zona soggetta a vincolo idrogeologico.
Limpianto è attivo da oltre 25 anni: risale al 1980 la prima locazione dell'area comunale al Moto Club Romans. «A riguardo intervengo - afferma il sindaco - non certo per censurare le posizioni del gruppo di opposizione, ma per valutare la posizione che la maggioranza ha maturato nel tempo, attraverso ripetuti confronti e un serio coinvolgimento di organi tecnici ufficiali (Arpa regionale)».
«Si è arrivati alla formulazione di un regolamento rigoroso - ricorda Zanella -, rispettoso del diritto alla quiete dei cittadini, del diritto del Crsf Versa di praticare le proprie attività, così come del diritto degli appassionati di motocross ai quali credo debba essere consentito di praticare lo sport preferito».
Nel merito il consigliere di minoranza Cristina Vidani, afferma che «il nostro voto favorevole non è andato alla collocazione geografica della pista, che riteniamo quanto mai discutibile, ma all'aspetto tecnico e funzionale del regolamento. «Strana posizione - sottolinea il sindaco - visto che il ricorso al Tar riguarda il Regolamento comunale avente oggetto la disciplina di utilizzo dell'impianto di motocross a Versa. Non ci sono dunque dubbi sull'oggetto del voto: se l'opposizione avesse valutato che il regolamento non tutelava adeguatamente i cittadini rispetto al peso ambientale della pista, avrebbe dovuto in maniera convinta votare a sfavore».
Ciò non è avvenuto. «Voglio ancora ricordare - rimarca Zanella - che gli impianti sportivi di Versa (motocross, calcio e tennis) egregiamente gestiti da due associazioni, restano comunque di proprietà del Comune. Il consiglio comunale ha dunque il dovere di esprimersi super partes, valorizzando la proprietà pubblica con obiettivi che l'istituzione deve saper mettere al centro: salvaguardia ambientale e valorizzazione della pratica sportiva».
«Leggo che secondo i consiglieri comunali di opposizione sembrerebbe più opportuno trovare un'altra sistemazione per la pista. Non conosco associazioni che abbiano costruito impianti senza l'intervento decisivo del Comune o di altri enti pubblici: mi si dica dunque su quale terreno e con quali risorse finanziarie sintenda risolvere il problema della collocazione della pista, salvo poi contestare la maggioranza in sede i bilanci comunali».
«Pieno rispetto - aggiunge Zanella - alle valutazioni dei 33 cittadini che si sono rivolti al Tar, ma la politica locale affronti con maggiore fermezza il suo ruolo di perno amministrativo del territorio, entrando nel ruolo scomodo delle prese di posizione.
"Il ricorso al Tar seguirà il suo iter - conclude il sidnaco -: sentiremo il nostro legale per valutare la questione.Personalmente non intendo interferire con questioni di legittimità e pertanto verrà messo in atto tutto ciò che comporta il rispetto delle norme. Si ricorda, a margine, che l'area interessata da vincolo idrogeologico coinvolge un vasto territorio che a ridosso dell'argine del Torre si pone a cavallo della strada statale per Palmanova, coinvolgendo a pieno l'area sportiva di Versa».