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MILANO Nella serata di martedì le Generali hanno siglato un accordo con le segreterie nazionali dei sindacati assicurativi per la salvaguardia dei lavoratori della Toro nel corso del processo di integrazione. E oggi al comitato esecutivo verrà proposto di presentare ricorso al Tar contro la richiesta dell'Antitrust di cedere la Nuova Tirrena, controllata di Toro, per ottenere il via libera all'acquisizione.
In attesa, a giorni, del responso dell'Antitrust sull'assetto della bancassicurazione nella nuova Intesa-Sanpaolo, di cui Generali è azionista e partner assicurativo, i vertici del Leone triestino non sembrano rassegnati ad accettare la decisione dell'Authority su Toro.
La cessione della Nuova Tirrena comporterebbe infatti un deciso ridimensionamento dell'acquisizione di Toro, visto che la compagnia romana rappresenta circa un terzo della raccolta del gruppo.
Non che manchino gli acquirenti, nonostante le limitazioni imposte dall'Antitrust: fonti di mercato indicano in prima fila tra i candidati la Cattolica Assicurazioni, pronta a cogliere un'opportunità di crescita esterna già prevista dal piano industriale, potendo contare fra l'altro sull'imminente rafforzamento dell'alleanza col colosso assicurativo spagnolo Mapfre.
A fianco dei vertici di Generali, per scongiurare la vendita di Nuova Tirrena, anche i rappresentanti dei lavoratori, che nell'annunciare l'accordo «ribadiscono la non condivisione del recente provvedimento dell'Antitrust perchè mette in discussione l'integrità del gruppo Toro che aveva già consolidato le sinergie aziendali con Nuova Tirrena».
L'accordo sindacale raggiunto contiene importanti garanzie per i lavoratori del gruppo Toro, il cui piano di sviluppo all'interno di Generali prevede l'integrazione delle attività di liquidazione sinistri, dell'informatica, dell'amministrazione e della contabilità, con l'adesione al sistema dei servizi comuni di gruppo adottato in Italia da Generali.
L'accordo in particolare esclude licenziamenti e prevede l'utilizzo dell'istituto del distacco, la mobilità territoriale solo con il consenso dei lavoratori interessati, il mantenimento degli assetti territoriali e delle sedi operative.
Intanto si sono appresi i dati definitivi dell’Opa che Generali ha lanciato su Toro. Adesso il Leone triestino detiene il 99,45% del capitale della compagnia torinese. L'Opa ha registrato adesioni per 62.189.382 azioni, pari al 98,39% del totale delle azioni oggetto dell'offerta.
In seguito a questo risultato, informa una nota, le Generali eserciteranno diritto di acquisire, entro quattro mesi, le residue azioni in circolazione secondo quanto previsto dal testo unico della Finanza.
Il prezzo sarà fissato dall'esperto nominato dal presidente del tribunale di Torino, tenendo conto del corrispettivo dell'Opa (21,2 euro per azione) e delle quotazioni in Borsa delle azioni ordinarie Toro nell'ultimo semestre.
Ieri in Borsa il titolo ha perso ancora terreno (-0,58% a 34,33 euro) al pari di Mediobanca (-0,40% a 18,27). Quest'ultima in particolare non ha reagito alle indiscrezioni su un ingresso nell'azionariato della Fondazione Crt. L'ente, cui è legato Fabrizio Palenzona, vicepresidente di Unicredit e consigliere di Mediobanca, ha precisato di avere in mano una quota inferiore allo 0,5% per trading.