05 dicembre 2006 —
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Attualità
TRIESTE De Agostini esce allo scoperto e fa sapere di aver in mano il 2% di Generali mentre, quasi in contemporanea con l'annuncio, l'Antitrust dà il via libera all'acquisto di Toro, venduta proprio dal gruppo di Novara alla compagnia triestina la scorsa estate. LAntitrust punta però il dito sul settore assicurativo: «Le imprese di assicurazione in Italia hanno un potere di mercato che utilizzano per realizzare extraprofitti a scapito degli utenti, come emerge dalla dinamica dei premi dell'assicurazione auto che negli ultimi anni sono aumentati molto di più rispetto ai costi». Questo il duro atto di accusa al mercato assicurativo che emerge dalla relazione dell'Antitrust sull'operazione Generali-Toro.
LA REPLICA DEL LEONE Generali non condivide le motivazioni dell'Antitrust su Toro. «Ci riserviamo - si legge in una nota della compagnia triestina - di valutare nell'ambito degli organi competenti ogni più opportuna azione per la migliore tutela degli interessi coinvolti nel provvedimento Antitrust». La società, viene osservato, «non condivide le motivazioni addotte dall'autorità in relazione alle quali ha adottato il suo provvedimento. In particolare - viene puntualizzato ancora - le Generali, che nonostante l'apporto del gruppo Toro rappresentano nel segmento Rc auto il secondo operatore dietro Fondiaria-Sai, ritengono che sussistano in questo mercato adeguate ed effettive condizioni di concorrenza». A giudizio del Leone, tali condizioni sono dimostrate «dall'esistenza sul mercato di una ampia gamma di offerte di coperture assicurative con conseguenti tariffe anche sensibilmente diverse tra loro».
LA QUOTA DE AGOSTINI. La notizia dellacquisto da parte di De Agostini del 2 per cento sul mercato del Leone triestino ha ieri chiarito un passaggio importante della giornata finanziaria. Unoperazione che, sulla base di un prezzo ipotetico unitario di 32 euro, ha un valore di circa 800 milioni di euro. Linvestimento del gruppo novarese, già proprietario di Toro assicurazioni prima della sua vendita alle stesse Generali e quindi con unesperienza già collaudata nel settore delle polizze, riguarda oltre 25 milioni di azioni e persegue un obiettivo di crescita di valore nel medio-lungo termine. Si tratta quindi di unoperazione con cui, come rende noto De Agostini in una nota, «si intende supportare tutte le scelte in grado di assicurare una governance moderna, chiara e trasparente, che crei valore per tutti gli azionisti. Il gruppo Generali - si legge ancora nella nota - presenta un elevato potenziale di creazione di valore, realizzabile attraverso un continuo miglioramento delle performance operative e finanziarie, su cui il management ha già ottenuto significativi risultati».
INVESTIMENTO FINANZIARIO. Gli sviluppi di ieri hanno confermato dunque le indiscrezioni della scorsa settimana, che indicavano la società guidata da Lorenzo Pelliccioli dietro il rastrellamento di azioni Generali (ieri ancora in rialzo in Borsa +1,64% a 32,93 euro). Il gruppo ha reso noto di aver portato a termine l'acquisto del 2% del capitale. Si tratta, ha spiegato De Agostini in una nota, di «un investimento di natura finanziaria» con «un orizzonte temporale di medio-lungo periodo». Anche se in una recente intervista Pelliccioli ha ricordato che De Agostini non si è mai mossa seguendo logiche di potere, il mercato ha puntato su un possibile ruolo del gruppo novarese nelle manovre difensive in atto da parte di soggetti vicini agli attuali azionisti del Leone in vista della prossima assemblea di aprile sul rinnovo dei vertici. Non a caso fra gli altri nomi ipotizzati dietro i movimenti anomali in Borsa di questi giorni, è stato fatto anche quello di Romain Zaleski, finanziere vicino al presidente di Intesa Giovanni Bazoli, e già azionista del Leone. «De Agostini intende interpretare il proprio ruolo di azionista di Generali innanzitutto supportando tutte le scelte in grado di assicurare una governance moderna, chiara e trasparente che abbia come principale obiettivo la creazione di valore per tutti gli azionisti», è l'unica indicazione che emerge dal comunicato di Novara.
PERISSINOTTO SODDISFATTO. Soddisfazione per lacquisto viene espresso da parte di Giovanni Perissinotto, amministratore delegato della compagnia assicurativa giuliana, che commenta positivamente lingresso di De Agostini, definendo il gruppo novarese «professionale - afferma - e con un solido e positivo track record di investimenti e successi alle spalle».
VIA NUOVA TIRRENA. LAntitrust ha dato il via libera alloperazione Generali-Toro, condizionandola però alla cessione, entro 12 mesi, di un asset del comparto assicurativo a un soggetto indipendente sia dalla stessa Generali sia da Mediobanca che, come confermato da Generali, sarà Nuova Tirrena. Lautorità ha infatti stabilito che «lacquisizione di Toro da parte del Leone può determinare la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante su diversi mercati assicurativi, in particolare quello auto. La vendita di Nuova Tirrena servirà a mantenere condizioni di concorrenza effettiva nel settore». Lacquirente non dovrà aver realizzato nel 2005 in Italia, nei rami auto, una raccolta premi consolidata superiore a quella del gruppo Toro. Una condizione che limita i candidati italiani idonei allacquisto, eliminando dalla lista dei possibili acquirenti Fonsai, Allianz e Unipol. Tra le quotate italiane risukta in lizza Cattolica, subito alle spalle di Toro nellrc auto, con la concorrenza degli altri maggiori gruppi stranieri presenti in Italia (con lesclusione di Allianz-Ras). Fonti finanziarie parlano di tre manifestazioni di interesse pervenute al Leone triestino per lacquisizione di Nuova Tirrena (che lo scorso anno si collocava al 14esimo posto nella classifica rc auto e al 16esimo posto nei corpi veicoli terrestri, con una raccolta premi complessiva di quasi 800 milioni di euro), almeno due delle quali dallestero.
MERCATO BLOCCATO. LAntitrust teme un blocco del mercato e ha espressamente chiesto che il soggetto acquirente sia indipendente non solo da Generali, ma anche da Mediobanca, «soggetto che ne esercita il controllo di fatto», e ha tagliato così fuori, in particolare, Fondiaria-Sai. La compagnia di Ligresti e Generali-Toro infatti, secondo l'Autorità, esercitano una «posizione dominante collettiva» sul mercato Rc auto e rischiano, rafforzandosi, di alzare ancora di più i prezzi delle polizze, già superiori al 15% rispetto alla media del mercato.
Sul versante Antitrust, l'Autorità ha rilevato che l'acquisto di Toro è «suscettibile di determinare la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante su diversi mercati dell'assicurazione danni, in particolare quelli auto» con una incremento delle quote di mercato di Generali dal 10,9 al 18% nella Rc auto e dal 9% al 17% per gli altri veicoli.
«Le imprese di assicurazione in Italia hanno un potere di mercato che utilizzano per realizzare extraprofitti a scapito degli utenti, come emerge dalla dinamica dei premi dell'assicurazione auto che negli ultimi anni sono aumentati molto di più rispetto ai costi», è il duro atto di accusa al mercato assicurativo italiano da parte dellAntitrust.