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Alessandro Mizzi dal «Pupkin» alla fiction su Mafalda di Savoia

TRIESTE Sarà a fianco di Stefania Rocca nella miniserie che oggi e domani sera, su Canale 5, racconta la drammatica storia di Mafalda di Savoia: Alessandro Mizzi, attore con all’attivo varie esperienze di cinema e televisione, è noto al pubblico per le serate di successo al Teatro Miela con il «Pupkin Kabarett». Un’attività che ha contribuito a far nascere, alla quale tiene molto e a cui affianca altri impegni teatrali, come il recente spettacolo «Nel fondo di un bicchiere» di Mauro Corona, recitato accanto a Fulvio Falzarano e Riccardo Maranzana.
Reduce dal Teatro della Contraddizione di Milano - dove ieri sera era accanto a Paolo Rossi in una serata di cabaret - Alessandro Mizzi si sposta questa sera idealmente in tv, nei panni di un diplomatico italiano.
La fiction si basa su una storia vera tratta dalle pagine della nostra storia recente, ma di cui si sa poco... Molti ignorano che Mafalda di Savoia, figlia del re d’Italia, morì in un campo di concentramento. Era una donna moderna, che si oppose pubblicamente al fascismo e alle leggi razziali. Moglie di Filippo d’Assia, nel 1943, come membro di casa Savoia, fu attirata dalle SS in una trappola e in seguito internata a Buchenwald, dove morì in un bombardamento aereo del campo. Fu arrestata da Kapler e nella fiction viene strappata proprio dalle mie mani.
Qual è il suo ruolo?
«Interpreto il conte di Vigliano, un diplomatico italiano che funge un po’ da guardia del corpo di lusso della principessa e che la accompagna nei suoi viaggi. Proprio per questo sarò molto presente, soprattutto nella prima puntata, che termina con l’arresto di Mafalda di Savoia da parte di Kapler».
Nel cast diretto da Maurizio Zaccaro, troviamo tra gli altri Stefania Rocca, che dà il suo volto alla principessa Mafalda, Clotilde Courau, Franco Castellano e Amanda Sandrelli.
Com’è stato il lavoro sul set?
«La miniserie è stata girata alla fine del 2005 tra la Romania e Torino, con un cast di alto livello guidato da un ottimo regista. Particolarmente brava Stefania Rocca, un’attrice molto umile e nello stesso tempo dinamica, che sa davvero cosa significa interpretare un personaggio. Accanto ai protagonisti italiani, ci sono molti attori tedeschi che interpretano i soldati nazisti e altri attori meno presenti che impersonano ruoli reali, come il re e il duce: essendo un film storico si sono cercate anche le somiglianze fisiche. L’esperienza è stata molto positiva, per i rapporti di amicizia che si sono mantenuti con i colleghi anche dopo la fine delle riprese. È un ricordo di cui ho nostalgia e che custodisco con gelosia, soprattutto per gli insegnamenti di Maurizio Zaccaro, un regista che gira il prodotto televisivo con il concetto di un film cinematografico: filma quasi sempre con la telecamera sulla spalla ed è capace di inserire e inventare scene sul momento. Zaccaro pretende efficienza e partecipazione dai propri attori e li stimola a entrare nei personaggi che interpretano. Con lui c’è un rapporto di stima, che spero porti a collaborazioni future».
A proposito di collaborazioni, ormai c’è un sodalizio tra il «Pupkin» e Paolo Rossi...
«Riprenderemo la tournée di “Giocatori”, liberamente ispirato a Dostoevskij e a fine marzo saremo al Piccolo Teatro di Milano per tre settimane».
Giorgia Gelsi

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