19 novembre 2006 —
pagina 06
sezione: Attualità
ROMA Dalla Francia alla Germania, dalla Cina a Singapore, dagli Emirati alla Thailandia. Si cerca dall' Europa al Medio ed Estremo Oriente l'alleato che possa salvare Alitalia. Questi, almeno, gli orizzonti verso i quali guardano alcuni esponenti di governo come Prodi, D'Alema e Rutelli, o da cui sembrano arrivare segnali di attenzione. Ma c'è anche chi vorrebbe mantenere il tricolore, con l'ingresso nel capitale di imprenditori italiani. Al momento, però, regna solo tanta confusione.
Mentre si sondano alleanze straniere, ieri Piero Fassino si è rammaricato che l'azienda negli anni scorsi abbia tagliato le rotte, definendo «surreale» che «il giorno in cui Prodi era in Cina con una delegazione di 700 persone Alitalia riduceva da tre a due i voli per Shanghai». Comunque, il leader dei Ds ha assicurato che «il governo è impegnato a cercare una soluzione adeguata di partnership con un'altra grande compagnia che consenta ad Alitalia di superare la sua crisi», anche perchè «i flussi di mobilità crescono enormemente».
Intanto, mentre si susseguono voci sul partner con cui stringere un accordo che non sia una svendita (voci che fanno andare su e giù il titolo in Borsa), l'Alitalia e l'azionista di riferimento, il Tesoro, lavorano fuori dai riflettori per raggiungere prima che sia troppo tardi, e comunque entro gennaio come indicato da Prodi, le migliori condizioni per realizzare una fusione con quello che, sinora, è l'unico alleato concreto - per via di uno scambio azionario del 2% - e cioè Air France.
Del resto il premier Romano Prodi, che ha avocato a sè il dossier sulla crisi di Alitalia, è sempre sembrato guardare con favore il vettore transalpino, pur affermando di non escludere alcun partner. Chiunque sarà, subentrerà ad una quota del Tesoro (che inizialmente potrebbe scendere dall'attuale 49,9% al 30% ed un decreto in tal senso c'è già), visto che Prodi ha espresso l'intenzione di privatizzare la compagnia. Che possa essere Air France l'alleato strategico resta unipotesi. Air France-Klm sembra non andar giù però al vice premier e leader della Margherita Francesco Rutelli. Che vorrebbe un partner asiatico in grado di assicurare un consistente flusso di passeggeri. Ma Air China, che sarebbe stata sondata nei giorni scorsi anche dal vice premier e presidente dei Ds Massimo D'Alema, non sembra interessata.