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Fiat, conti in crescita ma il titolo cala

TORINO L'Auto traina i conti del gruppo Fiat che chiude il terzo trimestre con un utile netto di 200 milioni di euro, in aumento di 409 milioni sull'analogo periodo del 2005. A Piazza Affari, dopo i forti guadagni dei giorni scorsi che l'avevano portato fino a 14 euro, il titolo ieri ha lasciato sul terreno il 3,34% a 13,61 euro, con una perdita a 5,18% a 13,35 euro subito dopo la diffusione dei conti. Venduti anche i titoli privilegio (-1,84% a 11,05) e le risparmio (-1,15% a 12,73). In calo anche le casseforti della famiglia Agnelli, Ifi (-1,07% a 21,31) e soprattutto Ifil (-3,56% a 5,88%).
I numeri del trimestre, approvati a Torino dal consiglio di amministrazione presieduto da Luca Cordero di Montezemolo, sono molto positivi, vicini alle previsioni migliori. Il risultato della gestione ordinaria è in crescita dell'84% a 427 milioni di euro, grazie a Fiat Auto che registra un utile per il quarto trimestre consecutivo, pari a 51 milioni di euro e alla crescita del 79% di Iveco a 156 milioni di euro. Il fatturato del gruppo aumenta dell'11,4% a 11,8 miliardi di euro, anche questa volta per meritodi Fiat Auto che presenta una crescita del 27,6% a 5,5 miliardi di euro e dei Veicoli Industriali, in aumento del 14,4% a 2,1 miliardi di euro. L'indebitamento netto industriale del gruppo Fiat è pari a 2,6 miliardi di euro, la liquidità a fine trimestre rimane significativa a 5,5 miliardi di euro.
«Un buon trimestre e una buona continuazione», commenta l'amministratore delegato Sergio Marchionne. E, proprio nel giorno dei conti, due grandi quotidiani stranieri gli tributano grandi elogi. «Un outsider che ha ridato vigore alla Fiat», titola il Wall Street Journal in prima pagina, descrivendo Marchionne come colui che «sta guidando l'aggiustamento di un'azienda considerata due anni fa il più grande rompicapo del settore industriale». «L'iconoclasta della Fiat», lo definisce il quotidiano economico francese, Les Echos, in un'intervista-ritratto che occupa un' intera pagina del giornale. «In poco più di due anni ha raddrizzato il costruttore torinese che era in perdita», ricorda il giornale e sottolinea le doti di austerità e di rigore del manager italo-canadese definito un «monaco guerriero» che «non ha esitato a infrangere molti tabù».
E a Piazza Affari, dove passano di mano 47 milioni di azioni passate di mano pari al 4,3% del capitale ordinario, qualche operatore spiega così il calo di oggi: «la cura Marchionne ha abituato gli investitori anche troppo bene, talmente tanto che persino risultati in linea con la parte alta del consensus non bastano».
Bene anche i numeri del periodo gennaio-settembre. Nei nove mesi il gruppo registra un utile di 681 milioni di euro a fronte di 1,3 miliardi di euro del corrispondente periodo del 2005. Ma il risultato dell'anno scorso era influenzato da proventi atipici, come l'indennizzo General Motors, la plusvalenza Italenergia bis e l'operazione convertendo, senza i quali sarebbe stato negativo per 0,5 miliardi di euro. Quindi su base omogenea il risultato netto è pari a 1,1 miliardi di euro.
Intanto Fiat prepara il nuovo brand per l'Auto: debutterà in occasione del lancio della nuova Bravo che sarà presentata nel gennaio del prossimo anno a Roma.