02 ottobre 2006 —
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Attualità
ROMA La famiglia tipo di un lavoratore dipendente, con moglie e due figli a carico e che guadagna 1.468 euro netti al mese (per 13 mensilità), guadagnerà 61 euro netti al mese (sempre per 13 mensilità). Se lo stipendio netto mensile arriva invece a 4.133 euro si perderanno 66 euro. È questo l'effetto delle misure fiscali messe a punto dall'esecutivo e varate con la Finanziaria. Insomma si ottiene così l'effetto «redistributivo» che il Governo ha più volte richiamato negli incontri ufficiali e che consentirà di dare più ossigeno alle classi di reddito più basse a svantaggio di chi sta meglio.E secondo lo stesso premier Romano Prodi la soglia per un effettivo risparmio fiscale si colloca intorno ai 40mila euro lordi.
Gli sconti fiscali per le famiglie prevedono maggiori detrazioni per i figli, una più ampia fascia di esenzione dal pagamento delle tasse (la cosiddetta no tax area), una rimodulazione dell'Irpef della quale, secondo i calcoli del governo, «beneficierà più del 91% degli italiani». Ma se a livello statale il fisco favorisce la gran parte delle famiglie, il rischio di aggravi si annida a livello locale dove per compensare il taglio dei trasferimenti, nell'ordine complessivo di 4,3 miliardi di euro, le autonomie locali avranno un pò più la mano libera: potranno ritoccare le addizionali, l'Ici attraverso la tassa di scopo e potranno anche mettere una tassa di soggiorno per i turisti. Mano più leggera del fisco, dunque, per le famiglie: tornano le detrazioni (gli sconti di imposta), che sostituiscono le deduzioni attraverso le quali si tagliava invece l'imponibile. Un figlio «vale», ai fini fiscali, fino a 800 euro di sconto e se è sotto i tre anni fino a 900; la detrazione diminuisce con il salire del reddito e si annulla solo dopo i 95.000 euro, contro la soglia massima di 78.000 euro che c'era in precedenza. Più corposi anche gli assegni familiari che crescono con il numero dei figli e calano invece al salire del reddito. Se si parte da una soglia bassa - reddito annuo fino a 12.449 euro - si avrà un assegno da 1.650 euro per un figlio, di 3.100 euro per due figli, di 4.500 per tre. Importi che poi decrescono, ma comunque permangono, man mano che ci si colloca in fasce di reddito più elevate.
Ci sarà anche meno gente che, già a partire dal prossimo anno di imposta, dovrà presentare la dichiarazione dei redditi: la «no tax area» sale da 7.500 a 8.000 euro per i lavoratori e da 7.000 a 7.500 per i pensionati. Questo vale in una situazione al minimo perchè con l'incastro delle detrazioni per i familiari a carico la soglia di esenzione dal pagamento delle tasse in una famiglia tipo - contribuente con coniuge e due figli a carico - potrà arrivare a 14.755 euro. Le note dolenti potrebbero però farsi sentire dall'imposizione locale: la Finanziaria lascia infatti alle autonomie la mano un pò più libera. Primo rischio è sull'Irpef dove la soglia massima dell'addizionale passa dallo 0,5 allo 0,8%, dopo due anni di congelamento. Poi il capitolo casa: i Comuni potranno finanziare in parte le opere pubbliche con una tassa di scopo (finanzierà infrastrutture urbane come strade, giardini, parcheggi) che graverà direttamente sull'Ici, per una misura massima dello 0,5 per mille.