03 agosto 2006 —
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Monfalcone
LINCHIESTA Alcuni fornitori non pagati dopo aver realizzato per conto della Provincia una importante mostra fotografica, hanno messo in moto la macchina investigativa della Procura. Ieri le perquisizioni.
Tutto era iniziato nel giugno del 2004 con larresto dellex calciatore Fabio Raker, accusato di bancarotta fraudolenta.
Liniziativa era stata del pubblico ministero Lucia Baldovin che aveva scoperto che Fabio Raker. nonostante fosse stato dichiarato fallito nel 2002 quando era al vertice della «Promozioni Italia», aveva continuato tranquillamente a esercitare la propria attività di pubblicitario.
Raker, titolare dellagenzia «Show up», nel maggio 2003 aveva organizzato per conto della Provincia alla Stazione marittima, in collaborazione con Live Europa e Trieste Fotografia, lesposizione di un centinaio di immagini di reporter italiani specializzati nel documentare conflitti. La mostra aveva per titolo «Gli occhi della guerra». I fotografi coinvolti erano stati Francesco Cito, Gian Micalessin, Almerigo Grilz e Raffaele Ciriello.
Alcuni fornitori non erano stati pagati e dopo aver bussato inutilmente alla porta di Fabio Raker e della sua «Show up», si erano rivolti allamministrazione provinciale per ottenere il dovuto. Circa 25 mila euro.
La Provincia di cui era presidente Fabio Scoccimarro, aveva difeso il proprio ruolo e la propria buona fede nominando con delibera tre legali per seguire il caso.
In quella occasione Fabio Scoccimarro, per chiarire i suoi contatti con il pubblicitario il cui nome era stato accostato allorganizzazione della sua campagna elettorale, aveva precisato pubblicamente che Fabio Raker «non è stato il regista della mia campagna. Lho conosciuto come molti altri triestini perché aveva gestito alcune campagne pubblicitarie per la Democrazia cristiana».
c.e.