10 luglio 2006 —
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sezione:
Monfalcone
POLITICA RONCHI «Caro Gianni, leggendo il tuo recente intervento sulla stampa mi sono trovato completamente daccordo sulla necessità di chiudere con le polemiche. Ma non sono assolutamente daccordo con quanto tu esprimi nel prosieguo della dichiarazione, continuando, nella sostanza, a buttare benzina sul fuoco». Inizia così la lettera che il consigliere comunale di Ronchi dei Legionari, Alessandro Visintin, indirizza a Gianni Zoff, uno dei tre diessini autore del documento che tanto scalpore ha creato negli ambienti politici cittadini. «Credevo e speravo continua che anche tu, come vecchio militante politico, avessi a cuore principalmente le sorti del partito e solo in seguito quelle delle singole persone. Ma è evidente come, dal tenore della tua dicharazione, questo valore si sia attenuato. Il tuo intervento e la la tua posizione politica ruota attorno alla mancata designazione di un nostro compagno alla carica di assessore. Mi chiedo se tale evento sia così grave da compromettere la stabilità della nostra neoeletta Amministrazione comunale».
Visintin sottolinea come ben altri debbano essere i parametri di giudizio, principalmente i problemi della città, il programma per risolverli e le azioni concrete della giunta. «Siamo importanti per lintera nazionale aggiunge una persona molto attenta al ruolo strategico di Ronchi dei Legionari è diventata presidente della Provincia, mentre per la prima volta i Ds cittadini hanno ottenuto un consigliere regionale e in quella sede è importante essere presenti ed agire». È in questo modo che, secondo il consigliere comunale, che si potranno ottenere quegli interventi di carattere politico ed economico straordinari che pernetteranno alla città di affrontare e risolvere problemi annosi o far fronte a quelle pesanti infrastrutture che penalizzano il territorio e che non possono essere affrontati con i bilanci ordinari. «Sono queste le questoni sono ancora le parole di Alessandro Visintin verso le quali dobbiamo dedicare ogni energia, ciò anche in considerazione del fatto che, accettando la candidatura a consigliere comunale, questi erano i veri, dichiarati obiettivi che volevamo perseguire. Chi, invece, pensava di utilizzare il partito per altri obiettivi, puà certamente essere rimasto deluso. Comè successo, ad esempio, allassessore Angela Caldarera che, insoddisfatta della situazione, ha abbandonato il partito e il percorso comune».
Ogni perdita, secondo Visintin, sono delle sconfitte per tutti, in quanto viene meno una solidarietà verso i problemi generali che rendeva ancor più forte il partito. «Ritengo, comunque, che i Ds siano ancora una forza che discute e ragiona e che, democraticamente, poi decide. Queste sono le regole cheogni iscritto è tenuto a rispettare, nellinteresse generale. Altrimenti conclude saremo come si suol dire unarmata Brancaleone».
lu. pe.