I commercianti: «Affari calati anche del 40 per cento»

Un disastro per i titolari delle attività che guardano sul cantiere. Nessun problema appena si svolta l'angolo. Commercianti ed esercenti delle vie del rione, distanti qualche decina di metri dall'area degli scavi, non risentono della presenza degli operai e dei reticolati. Sono realtà molto diverse quelle sulle Rive, nei pressi del cantiere che fa tanto discutere da parecchie settimane.
«Abbiamo registrato una caduta verticale degli affari – dice Alessandra Rosa, responsabile del ‘Benningan's' – perché lo spazio che per anni abbiamo potuto mettere a disposizione della clientela, davanti al locale durante la stagione estiva, adesso sembra una trincea e la gente non si siede volentieri. Inoltre, mi sembra che ci sia ogni giorno una novità e non riusciamo a capire quale sarà esattamente la sorte del piazzale sul quale lavoriamo». Massimo Vitielloè titolare di un ristorante situato nella vicina via Economo, che guarda direttamente sul cantiere: «Ci hanno rovinato – esordisce preoccupato – perché il volume d'affari si è ridotto a zero. Prima la clientela poteva beneficiare di ampi spazi per parcheggiare, adesso non si ferma più nessuno, perché è difficile trovare un posteggio in tutta l'area che ci circonda».
Giovanni Calvani, anch'egli titolare di un ristorante, l'«Istriano», sembra vivere una condizione meno pesante: «Il lavoro al banco è azzerato – dichiara – perché l'avventore casuale, quello che consuma il bicchiere di vino da accompagnare con un panino, nell'arco di pochi minuti, non ha più modo di sostare qui davanti. Le cose vanno un po' meglio come ristorante perché con le prenotazioni ci si arrangia. Ma la situazione è in ogni caso molto difficile».
Si gira l'angolo, imboccando la via Belpoggio, e sembra di essere su un altro pianeta. «Lavoriamo bene come sempre – assicura Shany Cova, giovane banconiera di un bar – e non risentiamo della presenza del cantiere. Pochi metri ci mettono al riparo dai danni anche perché per arrivare da noi si può percorrere normalmente la via Lazzaretto Vecchio, come sempre». David Cristofaro, contitolare di un negozio di articoli per ufficio vive il problema a metà: «Soffriamo per quanto concerne il carico e lo scarico delle merci – evidenzia – e per l'assenza della clientela casuale, che non trova più posto con l'auto. Ci salviamo con i contatti tradizionali con le aziende cittadine, alle quali andiamo noi a consegnare la merce ordinata per telefono». Marcella Alessiovende abbigliamento in via Economo: «Lamentiamo una caduta degli affari del 40 per cento anche perché la nostra clientela è formata soprattutto da anziani. Se togliamo la comodità dell'auto, viene a cadere una delle prerogative del nostro esercizio». Milan Sandaljha un negozio di ricambi per automobili e di telefonia: «Siamo quasi al dimezzamento del volume d'affari – rileva preoccupato – e per esercizi come i nostri si tratta di una botta pesantissima. Sono anche proprietario dei muri di un'attività vicina alla mia e ho dovuto ridurre l'affitto al locatario, altrimenti avrebbe dovuto chiudere». Hicham Bouchentoufè un cuoco marocchino dipendente di un locale prospiciente il cantiere: «Siamo in difficoltà – conferma – perché la clientela non si può fermare e comunque mangiare in mezzo alle reti non è piacevole».
Ugo Salvini