14 giugno 2006 —
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sezione: Attualità
MILANO Nuovo crollo per le Borse europee che non riescano ad arrestare la discesa innescata dal timore di un rialzo dei tassi di interesse da parte delle banche centrali. E mettono a segno un'altra seduta nera, bruciando 160 miliardi di euro di capitalizzazione. La chiusura degli indici delle principali piazze finanziarie del Vecchio Continente è un bollettino di guerra: Londra -1,80%; Parigi -2,24%; Francoforte -1,92%; Milano -1,40%; Madrid -2,12%; Amsterdam -2,10%; Stoccolma -2,66%; Zurigo -2,43%.
Dimenticati ormai i massimi raggiunti a marzo, i mercati sono tornati così stabilmente ai livelli di inizio anno e hanno disatteso chi si attendeva un rimbalzo, seppur limitato. Colpiti in partenza dal pesante ribasso registrato dalla Borsa di Tokyo, i listini europei hanno proseguito tutto il giorno in territorio negativo cedendo a fine seduta circa il 2%. Certo non hanno giovato i dati provenienti dagli Stati Uniti, che mostrano un aumento superiore al previsto dei prezzi alla produzione, mentre in Gran Bretagna l'inflazione ha raggiunto un livello record a maggio e in Germania la fiducia degli investitori misurata dall'indice Zew è scesa a giugno proprio per il timore di un ritocco dei tassi. Uno scenario che, secondo alcuni analisti contattati dall'agenzia Bloomberg, rinforza l'ipotesi di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve Usa stimato a quota 5,25% che potrebbe frenare l'inflazione ma anche i consumi.
A farne le spese sono stati così i titoli del comparto bancario (-2,67%), protagonisti del boom dei mesi scorsi, come Ubs (-3,7%) e Credit Suisse (-4,5%) che peraltro, secondo voci di stampa, starebbe trattando la cessione delle assicurazioni Winterthur alla francese Axa (-3,2%). Perde quota inoltre Credit Agricole (-3,2%) che ha lanciato un'offerta da 3,1 miliardi per la banca greca Emporiki. In difficoltà anche i settori ciclici, che più degli altri risentono dell'andamento dell'economia, come i chimici (-2,47%) tra cui Lafarge (-3,5%) e Basf (-1,6%). Meno danni per i farmaceutici (-0,97%) dove comunque Bayer crolla del 5,3% a seguito della decisione di aumentare la propria offerta per il controllo di Shering in competizione con la Merck.
Seduta deludente anche per Piazza Affari, dove il Mibtel ha lasciato sul campo l'1,53% a 26.585 punti, mentre lo S&P/Mib l'1,4% a 34.928 punti e All Stars il 3,12% a 14.107 punti, tra scambi vivaci per oltre 8,37 miliardi di euro e 1 miliardo di titoli passati di mano. Sotto pressione Saipem (-4,55% a 15,92), maglia nera del paniere sottostante l'indice principale, dopo l'ennesimo ribasso del prezzo del greggio a Wall Street. In calo anche Erg (-3,85% a 16,91) e Snam Rete Gas (-1,17% a 3,36) a differenza di Eni (+0,18% a 22,82). Sul fronte dell'elettricità ha perso quota Enel (-1,53% a 6,94) nel giorno in cui la vicenda Suez è stata discussa durante l'incontro tra il presidente del consiglio Romano Prodi e il presidente della Repubblica francese Jacques Chirac a Parigi.
Giornata nera per i bancari, da Capitalia (-2,41% a 5,9) a Intesa (-1,8% a 4,37), da Unicredit (-2,4% a 5,61) e Sanpaolo (-1,22% a 13,08), insieme a Mps (-1,76% a 4,3). In forte calo anche Mediobanca (-2,71% a 14,84, mentre tra le popolari è scivolata Bpm (-3,02% a 8,93) nonostante il rialzo del rating da parte di Fitch. Il calo del listino principale è stato amplificato dal comparto assicurativo, ad eccezione di Generali, che ha lasciato sul campo solo lo 0,87% a 27,29 euro. Più pesante la chiusura di Ras (-2,44% a 17,43), Toro (-2,12% a 15,34) e Fondiaria-Sai (-3,99% a 26,71).
L'ondata di vendite che ha travolto il listino milanese non ha risparmiato il titolo del Lingotto (-1,9% a 9,91) che, in sintonia con l'andamento del settore in Europa, si è riportato al di sotto della soglia psicologica dei 10 euro. Giù anche la Immsi (-6,21% a 1,93), che controlla il gruppo Piaggio, prossimo alla quotazione in Borsa, su cui i sindacati hanno manifestato le loro perplessità. In calo anche i titoli della scuderia Tronchetti Provera, da Telecom (-1,76% a 2,18) a Pirelli (-2,06% a 0,69), fino a Camfin (-1,57% a 1,69), a monte della catena di controllo.