La ringiovanita Triestina non regge l'urto a Crotone

Dall'inviato

Bruno Lubis

CROTONE Chiaramente surclassati. I giocatori alabardati, nonostante il punteggio che pare lasciar credere di un gioco in altalena, sono stati dominati dal Crotone. La Triestina non ha retto l'urto dei rossoblù e torna a casa rimandando ancora il punto che poteva significare salvezza sicura.
Nemmeno il Crotone riesce a esultare del tutto perchè non si sa se arriverà a giocarsi la promozione in serie A ai play off, come la curva osava pretendere o almeno sogna.
Subito la sopresa di vedere il promettente Agazzi in porta al posto del titolare Generoso Rossi: mossa dettata dalla voglia di verificare le capacità del giovane estremo difensore. Promosso. Ma sono altri i giocatori che hanno lasciato molto a desiderare dal punto di vista delle capacità tecniche e fisiche.
Non appena l'ottimo arbitro Mazzoleni fischia l'inizio del gioco si vede che i calabresi vogliono menare le danze. E ci riescono benissimo.
Gli esterni di centrocampo, Angelo e Galardo, sanno cosa fare del pallone. Il brasiliano lancia un cioccolatino dalla destra per la pelata di Zejtulaev che la butta troppo alta.
Poco dopo, sempre da destra, arriva un traversone teso di Cardinale che Erpen, in affanno per anticipare Pelle, scaraventa all'incrocio di Agazzi, il quale resta come una statua di sale. La sarabanda del Crotone non lascia scampo alla Triestina che soffre in ogni zona del campo. Cardinale e Piocelle comandano in mezzo al campo e solo Briano riesce in qualche modo a tamponarli e a riproporre qualche azione. Allegretti si limita a dare delle pedate al pallone per buttarlo in avanti, sperando in Eliakwu. Erpen e Di Venanzio stentano a proporre qualcosa di decente. In difesa si soffre che è un piacere, con Azizou e Landaida meno peggio dei compagni di reparto.
Dell'attacco meglio non dire nulla perchè Borgobello non ha avuto un invito decente che sia uno e Eliakwu si è dannato l'anima senza cavare un ragno dal buco per tutto il primo tempo. Nella ripresa il nigeriano ha fatto reparto da sè, con risultati oltre ogni aspettativa.
Ma intanto il Crotone ha messo in mostra Jeda a destra che ha irretito la difesa alabardata allargando sull'altro lato per l'inserimento di Zejtulaev che Azizou, facendo la diagonale, aveva lasciato libero. Facile il controllo e il tocco nell'angolo lontano dove il povero Agazzi non può arrivare.
Neanche mezz'ora di gioco e il risultato era bello e definito.
Restava il tempo per capire che Pellè non è gradito ai tifosi crotonesi anche se è una bestia di testa. Ha il torto, il leccese, di non capire a volo le intuizioni di Jeda e degli altri, oltre che di sbagliare certe deviazioni da sotto misura.
Non appena iniziata la ripresa, con la supponenza che è propria delle squadre belle più che toste, il Crotone ha coincesso spazio a Eliakwu. Il negretto ha inscenato una fuga che ha costretto Rossi a strattonarlo in area di rigore. Tiro dagli undici metri e svantaggio dimezzato.
A questo punto la Triestina cominciava a sentire che il gioco poteva giararsi a suo favore e il Crotone tornava a farsi sotto. Agazzi dava mostra della sua bravura in uscita bassa, tra i pali e sui cross.
Eliakwu in contropiede è praticamente immarcabile e Da Dalt ha avuto dal compagno un invito per la conclusione dopo una dispendiosa corsa: Soviero ha fatto l'unica parata del pomeriggio guadagnandosi anche lui la pagnotta.
Al 23' Jeda ha trovato Pellè in mezzo all'area. L'imponente attaccante ha controllato, si è girato per il tiro. Landaida in tuffo davanti al crotonese ci ha messo anche il braccio per fermare il pallone. Il sacrosanto rigore è stato trasformato da Jeda. Poi lo stesso Jeda ha mostrato di nuovo la bravura nel dribbling a destra: saltato Mammarella e poi Zeoli, un tocco basso e preciso per la deviazione facile facile di Galardo con tutta la porta spalancata. Niente da recriminare, solo applausi da parte del pubblico per il nordestino di Fortaleza, uno che sa farsi ubbidire dal pallone.
Tanto per rendere meno amara la sconfitta - e lasciar credere che il risultato sia rimasto in bilico - è arrivato il gol del centrocampista Galloppa, grazioso dono di Puleo che si è fatto portar via il pallone. Galloppa ha avuto facile vita per la conclusione. Ma il novantesimo minuto era abbondantemente scaduto e i giochi erano ormai fatti.