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«Signor Presidente non sono uscita»

Da «Lei dunque capirà» di Claudio Magris pubblichiamo il brano iniziale, per gentile concessione di Garzanti.

No, non sono uscita, signor Presidente, come vede sono qui. Ancora grazie per il permesso speciale, davvero eccezionale, me ne rendo conto, non creda che non Le sia grata; anche lui era tutto emozionato, non avrebbe mai creduto di ottenerla, quando l'aveva richiesta, l'autorizzazione a entrare nella Casa, a venire a prendermi. Certo temeva di non averLa ringraziata abbastanza, tanto che qualcuno - non ho visto bene chi, in questa luce fioca; qui dentro si vede poco, un'ombra scivola via prima che la si possa guardare in viso, a parte che tutti si assomigliano, ci assomigliamo, è logico, in una Casa - qualcuno ha creduto che lui all'ultimo momento volesse tornare indietro per ringraziarLa ancora una volta di questa Sua concessione e che fosse stato per questo che... Se poi è andata com'è andata, non è colpa di nessuno - cioè è colpa mia, comunque non importa chi e cosa faccia uno qui dentro. Almeno così pensano quelli che stanno là fuori, per i quali non contiamo proprio più nulla. Per lui invece sì contavo e conto, eccome, se si è presa la briga di venir fin quaggiù e non si è arreso, come gli altri, ai severi regolamenti della Casa di Riposo che vietano agli ospiti - nel loro, nel nostro interesse - di ricevere visite e di mettere a repentaglio la propria pace e la propria tranquillità, figuriamoci poi di uscire, si capisce, ci mancherebbe, trovarsi in quella bolgia, in quel caos di traffico e di gente maleducata o peggio, per non parlare del tempaccio, da cui qui almeno siamo al riparo. Ma lui mi vuole proprio bene, è innamorato come il primo giorno; ha preso una bella scuffia e non poteva stare senza di me, da quando la mia salute, peggiorata di colpo, mi ha costretta a farmi ricoverare nella Casa di Riposo - bella, comoda e ben attrezzata, niente da dire - e piangeva e sbraitava e si lasciava andare, barba lunga e senza nemmeno cambiarsi di biancheria. A ogni amico che incontrava attaccava un bottone sulla sua disgrazia e solitudine; non gli bastava sapermi vicina e ben curata, meglio là che a casa o in ospedale, diceva, questo è sicuro, però io da solo come faccio, giro per le stanze vuote come fossero di un altro, di un estraneo.
Claudio Magris

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