15 gennaio 2006 —
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sezione: Attualità
di
Piercarlo FiumanòTRIESTE Le Generali nella vicenda Bnl sono sempre state ago della bilancia. Dalla scomparsa delle tre Bin, il dossier banche ha sempre condizionato gli equilibri della finanza made in Italy. È ovvio che il Leone resti sempre al centro di tutti i giochi. Trieste controlla la quota in Bnl da cinque anni: tutto discende dallOpa lanciata dal Leone sullIna. Una mossa strategico finanziaria che proiettò le Generali al primo posto in Europa nel settore Vita. La commissione Antitrust europea però impose al gruppo triestino di rinunciare a Bnl Vita che fu poi ceduta a Unipol. A Trieste rimase la partecipazione azionaria nella banca romana. La storia degli ultimi due anni ha visto prima fronteggiarsi allinterno di Bnl due cordate contrapposte. Nella primavera del 2003 le Generali siglano un patto con gli spagnoli del Bbva e Della Valle che controlla il 28 per cento del capitale della banca romana. Lanno dopo si forma il contropatto sul 24% guidato da Gaetano Caltagirone assieme agli immobiliaristi. Ma la story finanziaria di Bnl deve appena cominciare.
Allinizio del 2005 il Governatore Fazio accentua il suo ruolo di «difensore dellitalianità» nel controllo delle banche anche perché stanno circolando voci su una imminente offensiva degli spagnoli sulla Bnl. Che riaprirebbe il risiko nazionale. Nella primavera infatti gli spagnoli del Bbva rompono gli indugi e lanciano unOpa sul 100% del capitale di Bnl. Trieste valuta il da farsi. In asssemblea il presidente Bernheim commenta: «Per ora cè una sola operazione in corso, lOps del Bbva, se ne arriverà unaltra risponderemo se si rivelerà più favorevole nellinteresse degli azionisti». Poi lofferta degli spagnoli si trova di fronte la «sfida italiana» di Unipol. In maggio la compagnia bolognese esce allo scoperto e lancia la sua contro-Opa. A fine giugno la compagnia bolognese viene autorizzata da Fazio a salire oltre il 15% del capitale della Bnl. In luglio il consiglio damministrazione delle Generali si trova di fronte a un bivio. Aderire allopa Unipol o schierarsi al fianco del Bilbao? Il gruppo decide di «dare mandato al vertice dall´azienda per aderire all´operazione di mercato che, al momento opportuno, risulti oggettivamente la più vantaggiosa».
Ma il Bbva, che aveva lanciato un'offerta di acquisto carta contro carta nel rapporto di 5 Bnl per ogni azioni Bilbao, abbandona la scena. Le Generali, che avevano guardato con interesse alliniziativa degli spagnoli, devono analizzare di nuovo lo scenario. Bernheim, in una intervista, dice: «Sono in molti a ritenere che il Bbva non sia stato abbastanza coraggioso. È rimasto bloccato sul prezzo». Sulla scena resta soltanto lofferta di Unipol ma infuria linchiesta giudiziaria che costringerà alle dimissioni Consorte. Fazio si dimette. Bankitalia blocca l'opa da 5 miliardi in contanti lanciata da Unipol e riapre la partita bancaria. Chi potrebbe subentrare alla compagnia bolognese (che peraltro non sembra desistere) dopo la bocciatura di Bankitalia? I nomi che ricorrono sono almeno tre: oltre al Bbva, pronto a prendersi immediata rivincita, alla partita secondo voci di mercato sarebbero interessati unaltra grande banca estera, la francese Bnp Paribas, e il Sanpaolo di Torino. La svolta insomma potrebbe riaprire le porte agli spagnoli. Le Generali, azioniste con una quota dell8,7%, restano lago della bilancia e considerano il nuovo quadro. Qualsiasi valutazione, come ha detto lad Giovanni Perissinotto, sarà fatta sulla base di una «valutazione di mercato in modo trasparente e vantaggioso per gli azionisti». Le Generali guardano al sistema bancario con lobiettivo di aprirsi un nuovo canale per la distribuzione e vendita di prodotti assicurati.
Il risiko bancario potrebbe riaprirsi in un sistema bancario che resta sottodimensionato, a parte i due grandi player Unicredito (che ha messo radici in Europa) e Intesa. E quindi sono prevedibili ulteriori convulsioni. Nella vicenda Bnl, se gli spagnoli torneranno sulla scena, le Generali confermano il loro interesse.