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Confcommercio: si prepara la mozione per cacciare Billè

ROMA Bocche cucite alla Confcommercio, perchè è sensazione diffusa che la tempesta che ha portato al sequestro da parte della Guardia di Finanza di 4 milioni di quadri in casa Billè coinvolgerà l’intera organizzazione e ne decapiterà la dirigenza. L’accusa di aver stornato dal Fondo del Presidente, costituito con le tessere dei 280.000 commercianti iscritti, i 39 milioni dati a Ricucci come anticipo per uno stabile di Via Lima sembra il bandolo di una matassa che porterà ad una sospensione di massa. C’è chi dietro ci vede lo zampino malevolo dei molti nemici che Sergio Billè si è fatto in questi anni. A cominciare dalla Confindustria e dallo stesso presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il quale avrebbe sempre sponsorizzato Giorgio Guazzaloca alla guida dei commercianti. Dieci anni fa, colui che divenne poi il primo sindaco di destra di Bologna fu sconfitto per 150 voti, con un voltafaccia dell’ultimo momento di un’intera federazione.
Voci di negozianti iscritti alla Confcommercio dicono che Billè attingeva annualmente dal Fondo circa 1.400.000 di euro che usava per destinazioni personali e che sarebbero alla base dei 75 milioni tra azioni e conti correnti sequestrati due giorni fa in quattro banche. La cosa che fa pensare a un cambio della guardia radicale, è che sono coinvolti nei Fondi del presidente tutti i dirigenti della Confcommercio. In tredici sono indagati per appropriazione indebita, cioè per aver distratto fondi, ma soprattutto si ha la sensazione che il clima di euforia e di fiducia che aveva animato la Confcommercio in questi anni si sia incrinato irrevocabilmente.
E oggi i delegati non voteranno il bilancio e potrebbero arrivare a presentare una mozione per chiedere le dimissioni di Sergio Billè, autosospesosi temporaneamente da presidente. I frondisti anti-Billè, le cui file si sono ingrossate nelle ultime ore, formalizzeranno nella notte la linea da portare all'assemblea di oggi. I frondisti annunciano che non voteranno il bilancio dell'associazione «perchè non vi figura il fondo del presidente» ma oggi potrebbe scaturire anche una mozione di sfiducia e la richiesta formale di dimissioni.«L'autosospensione temporale decisa da Billè è una formula non prevista dallo statuto della Confcommercio, vogliamo sapere cosa significa, sarà un gesto simbolico, ancora più simbolico se è a tempo» dice all'Ansa il presidente dell'Ascom di Trento Giovanni Bort, uno degli esponenti della prima ora dell'ala contestatrice. Il clima è indubitabilmente teso e tra i frondisti prevale «lo sconcerto e la rabbia per quello che abbiamo appreso dai giornali sulla dotazione del fondo, sul palazzo di via Lima e su molto altro. Siamo attoniti», dice Bort.
«Non voglio speculare su ciò che accade in altre organizzazioni» dice Marco Venturi, presidente della più dimessa Confesercenti, all’entrata dello studio di Porta a Porta. Ma in campagna elettorale i voti dei commercianti fanno gola a molti, a cominciare dalla Cdl che si sente perdente. Riuscirà Silvio Berlusconi a sponsorizzare Guazzaloca per la successione a Billè? Ci proverà, questo è sicuro, anche se sono in molti a suggerirgli di stare calmo, perchè i voti dei commercianti sono i voti di cittadini delle singole amministrazioni comunali e provinciali, e sono orientabili non dalle associazioni di appartenenza, ma dai dirigenti degli enti locali, più o meno sensibili ai problemi del commercio.
I tredici indagati di Confcommercio sono il vicepresidente Carlo Sangalli, che appena ha sentito puzza di bruciato non ha alzato un gemito a favore del suo presidente. Il suo vice Ferruccio Dardanello e quasi tutti i segretari provinciali: Aldo Poli, Aldo Antoniozzi, Candido Fois, Antonio Savasia, Luigi Taranto, Giuseppe Russo, Alvaro Brugnoli, Giuseppe Pizzonia, Ezio Ardizi e Vincenzo Gervasio. Il cuore della Confcommercio.

Antonella Fantò