Bisiacaria unita per l'addio a Domini

RONCHI«Co no sarò volario ‘ncora suspirar ta le se sere de vent»: è stato salutato proprio con le parole di una sua commovente poesia, contenuta nella raccolta «Na veta curta» del 1974, Silvio Domini, il padre della bisiacaria, il maestro, pittore, ricercatore storico e scrittore scomparso venerdì all'età di 83 anni. E' stata Marilisa Trevisan, una delle voci che danno continuità alla cultura e all'espressione bisiaca, a leggere una delle liriche, risuonata come una sorta di testamento spirituale di Domini.
I funerali, presenti numerosi a testimoniare affetto e a condividere il dolore per questa grande dipartita, si sono svolti ieri pomeriggio nella chiesa parrocchiale di Santo Stefano, nel rione di Vermegliano, officiati da don Marco Zaina, dagli altri sacerdoti ronchesi e da don Francesco Fragiacomo, che proprio con Domini aveva più volte collaborato per la trasposizione in musica delle prose del poeta ronchese. C'è stato anche l'omaggio delle istituzioni, con la presenza del sindaco di Ronchi dei Legionari, Furlan, di quello di Staranzano, Presot, dell'assessore alla Cultura di Monfalcone Piredda, dell'assessore provinciale Minin, del consigliere regionale Gherghetta e dei gonfaloni di Ronchi dei Legionari e San Canzian d'Isonzo.
«Ognuno di noi – ha detto don Zaina durante l'omelia – ha in fondo al cuore un'immagine, una parola, un episodio che lo lega alla figura di Domini, un uomo legato da una profonda passione per la sua città e per tutto il territorio. Un seme per la crescita della cultura dettato proprio da uno stile di vita imperniato sullo studio e le ricerca». E mentre Vittorio Spanghero ha letto il Padre Nostro in dialetto, è stato Ivan Crico, attuale presidente dell'Associazione culturale bisiaca, a ricordare Domini tributandogli il giusto riconoscimento. «Senza di te, senza il tuo lavoro e quello dei tuoi amici – ha detto Crico – non potremmo oggi essere qui a parlare in bisiaco con quell'orgoglio e quella coscienza che invece tutti noi abbiamo. Non possiamo non sottolineare l'amore che hai avuto per la tua terra e che ci hai trasmesso attraverso cinquant'anni di continuo impegno, fondando la nostra associazione e mantenendo vive le nostre tradizioni. Grazie Silvio, grazie per tutto quello che hai fatto, grazie infinite a nome di tutti i bisiachi. E che il cielo, ora, possa abbracciare la tua anima».
Parole dense di commozione, la stessa che pervade tutti coloro che hanno conosciuto e apprezzato Silvio Domini. Tra questi il sindaco Furlan. «Era stato il mio maestro alla scuola elementare – ha detto – e ricordo bene le sue appassionate lezioni sulla storia e la cultura della bisiacaria. È stata una pietra miliare per la città e per tutto il territorio, un uomo che non dimenticherò e che non dimenticheremo mai».
Luca Perrino