«Festa contro le minoranze»

LUBIANA Celebrata quest'anno a Portorose prima ancora di diventare ufficialmente festa nazionale, la «Giornata del ritorno del Litorale sloveno alla madre patria», è da alcuni giorni a tutti gli effetti una delle tre nuove feste nazionali della Slovenia. La Camera di Stato ha approvato infatti il nuovo calendario delle festività, che comprende anche due ricorrenze che esaltano i sentimenti nazionali degli sloveni ma mortificano gli appartenenti alle minoranze autoctone italiana e ungherese. Una è appunto la «Giornata del ritorno del Litorale sloveno alla madre patria», con la quale si vuole ricordare il 15 settembre del 1947, data dell'entrata in vigore del Trattato di pace di Parigi e la definizione del nuovo confine italo-jugoslavo ma che segnò anche l'inizio dell'esodo degli italiani dall'Istria, l'altra è la «Giornata dell'unione degli sloveni del Prekmurje alla matrice nazionale», per ricordare il 17 agosto del 1919, data del passaggio del Prekmurje sotto amministrazione del regno jugoslavo, ma anche della separazione di parte degli ungheresi dall'Ungheria.
Contro la proposta delle nuove feste nazionali si sono schierati i deputati delle due minoranze, ma senza successo: sono rimasti praticamente isolati. Le nuove feste, ha ammonito la deputata della minoranza ungherese Maria Poszonec, offendono i sentimenti di una parte dei cittadini sloveni. Nel 1919, ha ricordato la Poszonec, ungheresi e sloveni erano entrambi soltanto «moneta di scambio» nei giochi delle grande potenze, per cui c'è ben poco da festeggiare. Per il deputato della comunità italiana Roberto Battelli, è invece inconcepibile che diventi oggetto di festeggiamenti un momento storico a partire dal quale è stata espulsa praticamente tutta la popolazione di Capodistria, Isola e Pirano. Secondo Battelli, la scelta di queste feste rappresenta un passo indietro del Paese dai principi dello stato laico e moderno che hanno ispirato il processo di indipendenza.
In terza lettura i deputati delle due minoranze hanno proposto che in occasione delle nuove festività perlomeno non si espongano le bandiere italiana e ungherese ma il loro emendamento, al termine di un dibattito polemico e spesso offensivo nei confronti dei due parlamentari, è stato bocciato.
Terza nuova festa nazionale sarà il 23 novembre, per ricordare il 1918 e il disarmo della guardia cittadina tedesca di Maribor da parte del generale Rudolf Maister e della sua unità, episodio che gli sloveni ritengono determinante per la successiva definizione del confine settentrionale del regno jugoslavo, poi diventato confine sloveno.
c.p.