Mercurio in laguna, Legambiente attacca

UDINE «Di mercurio, presto o tardi, si muore». Elena Gobbi, presidente regionale di Legambiente, usa toni forti per denunciare, un'altra volta ancora, l'emergenza inquinamento nella laguna di Marano e Grado, «per nulla in sicurezza dopo tre anni di commissariamento». «Una realtà diventata gravissima – aggiunge – per sottovalutazione, ritardi e incertezze di tutte le autorità preposte al controllo». Sotto accusa non solo il commissario, l'ex assessore regionale all'Ambiente Paolo Ciani (An), ma anche i sindaci, «a loro volta colpevoli per mancato intervento». Reduce dalla Conferenza di servizi sulla laguna, la Gobbi, ieri a Udine in conferenza stampa, ha sottolineato, su un'area «a inquinamento accertato» su cui insistono attività di pesca e di balneazione, tutta una serie di inadempienze, a partire dall'«assenza delle prime opere di confinamento della fonti inquinanti». «Sarebbe necessario deviare la falda inquinata dai depositi di peci tolueniche, presenti in area Caffaro – ha spiegato l'ambientalista –, così come chiudere il canale Banduzzi visto che già da tempo, come da prescrizione della Conferenza di servizi di fine 2003, si sarebbe dovuto evitare la diffusione della contaminazione verso la laguna».
Lodevole che i sindaci si siano assunti la gestione della vicenda negli ultimi anni, «ma non può essere sufficiente produrre un'ordinanza di divieto alla navigazione, come si è limitata a fare l'amministrazione di Torviscosa». Di fronte alla presenza di mercurio, «sempre più concentrato negli animali», cromo esavalente, altri metalli pesanti e idrocarburi «oltre i limiti di legge secondo i dati della Procura di Udine», si è solamente presentato un progetto «dettato dalla necessità di permettere la navigabilità del canale Banduzzi per il rifornimento di carbone alla centrale Caffaro». In sostanza si inquinava e, nonostante lo stato d'emergenza, «si continua a inquinare». «Tra i compiti prioritari di Ciani – ricorda la Gobbi – vi era l'avvio di un'indagine epidemiologica, che non è invece mai partita. Anche per questo abbiamo inviato una richiesta di accesso agli atti alle Ass competenti, in particolare sui risultati delle analisi su campioni di acqua e suolo, ma anche sul pescato».
m.b.