Pinzan, una parata decisiva e tranquillità alla difesa Anche Baù ha l'influenza

LA SQUADRA TRIESTE Una parata che può cambiare un campionato. Domenica scorsa contro il Catania, al 14' del primo tempo, Jeda fa venire i brividi ai seimila del Rocco presentandosi da solo davanti a Pinzan. Ma la prodezza del portiere alabardato salva il risultato: «Sono riuscito a stare fermo - racconta l'estremo difensore - coprendo bene gli spazi lasciando poche possibilità di calcio al brasiliano. Quel mio intervento ci ha dato uno spirito ancora maggiore per cercare di vincere e fortunatamente siamo andati ben presto sul 2-0». Grazie a quella parata insomma si può affrontare con più punti e di conseguenza con più serenità il prosieguo della stagione. E pensare che Andrea Pinzan, faccia da bravo ragazzo, sempre sorridente e cordiale con tutti, nel corso dell'estate era ad un passo dalla serie A: «Era già praticamente fatto con il Messina ma la società siciliana non si è comportata correttamente tirando troppo per le lunghe infastidendo me e la Triestina stessa. Poi non se n'è fatto nulla ed eccomi qua per il quinto campionato consecutivo, ad ogni modo ben felice di restare». E quel suo clamoroso errore a Cesena al debutto stagionale qualcuno lo imputa al fatto che forse era rimasto deluso dal mancato salto nell'Olimpo: «No, quello è stato solo un errore di calcolo. Pensavo che la palla rimbalzasse in un certo modo ed invece sbagliai nella valutazione». Errori che capitano anche ai migliori, come ad esempio a Toldo, portiere che Pinzan ammira dai tempi della Fiorentina o come l'ex parmense Bucci, il primo in assoluto ad aver impressionato il numero 12 alabardato. Curioso il modo in cui Pinzan ha iniziato a giocare fra i pali: «Avevo 6 anni e con i pulcini del Saletto, nel padovano, la mia prima partita fu da attaccante. Dopo dieci minuti il nostro portiere s'infortunò e l'allenatore vista la mia buona stazza fisica decise di mettermi in porta. Da allora sempre in questo ruolo, 9 anni con il Padova e poi a Legnago con Ezio Rossi che mi diede talmente tanta fiducia da portarmi a Trieste con lui». Ma ora è tempo di pensare alla Ternana: «E' una squadra dura, all'andata ci ha messo in difficoltà battendoci per 3-0, dobbiamo lottare come contro il Catania e dare il 101% di noi stessi». Frattanto continua la preparazione in vista della sfida di domenica con un doppio allenamento nella giornata di ieri per la compagine di Tesser, assente il solo Baù colpito da un attacco influenzale mentre Tulli ha svolto esclusivamente la parte atletica per il noto problema alla spalla: dovrebbe rientrare a Verona.
Ha destato invece curiosità un volto nuovo in mezzo agli alabardati durante la partitella. Piccolino di statura ma molto veloce, anche al mister di Montebelluna non è dispiaciuto. E' inglese, amico del «Gube», si chiama Mark Redshaw, classe 1984, punta esterna, è cresciuto nei settori giovanili del Manchester United e City per poi giocare in Seconda Lega nel Wrexham. Si è allenato in quest'ultimo periodo con l'Aston Villa ma è svincolato. E fatto importante è pure comunitario. Ufficialmente è solo ospite della Triestina e si tratterà in città ancora qualche giorno dimostrando di apprezzarla molto. «I like Trieste»" ha detto lo stesso Redshaw.
Massimo Umek