Tram in marcia lungo il Corso contro l'Imperial-Regio Esercito

«PUNTI DI VISTA» Martedì 20 luglio 1909, ore 11 del mattino. Sul corso Francesco Giuseppe sta marciando un drappello dell'Imperial-Regio Esercito (KK, Kaiser-Königlich) alla guida di un ufficiale. Arriva il tram sui binari che stanno in mezzo alla strada, suona la campana, nessuno si sposta. Il tram tira dritto, il drappello si sfalda, causando forti rimostranze da parte dell'ufficiale, alle quali la Società Trenovie Goriziane risponderà aprendo un'inchiesta che porterà poi alla severa punizione dell'incauto frenatore e a una nuova regolamentazione sui diritti di precedenza.
Questa e altre notizie si possono apprendere dalla pubblicazione di Demetrio Drufuca, «I trasporti urbani a Gorizia», ristampato nel 1997 a cura delle Aziende Municipalizzate, con i tipi delle Edizioni della Laguna (www.babbaiabba.com).
Il tram inizia a percorrere la città nel dicembre del 1908, su un impianto costruito in un'anno dall'Allgemeine Elektrische Gesellschaft (A.E.G.) Union di Vienna, che oggi produce anche lavatrici e i fornelli firmati da Renzo Piano. La linea principale da 3.700 metri collegava tra loro le stazioni ferroviarie della Meridionale e della Transalpina, mentre una linea secondaria (850 metri) partendo dal Teatro Verdi andava a ricongiungersi col tracciato principale sulla piazza Vittoria, dopo aver percorso la via del Rastello.
Una linea rimasta in vita un solo anno: nel gennaio del 1910 la Sociètà getta la spugna e disattiva l'impianto, troppo poco frequentato rispetto la linea principale che invece vendeva quasi quattro mila biglietti al giorno.
La prima guerra mondiale oltre a distruggere la città, crea danni notevoli anche alle strutture tramviarie, che riprendono a funzionare solo nel 1922, non più private, ma gestite invece dalle Aziende Municipalizzate, dato che il Comune aveva rilevato le 3.600 azioni da coloro che le detenevano.
Piano piano i passeggeri diminuiscono, al punto che a causa del grave deficit gestionale, il 15 aprile del 1935 il tram compie la sua ultima corsa: il giorno successivo viene rimpiazzato da un servizio autobus, provvisoriamente affidato alla ing. Ribi & C. S.p.A..
In questa cartolina degli anni '30, edita dalla Libreria Cattolica di Gorizia (parte della collezione di Roberto Ballaben), l'incrocio di piazzale Saba ci appare ben diverso: i pini marittimi dei controviali alla stazione (sterrati) sono appena stati impiantati, sulla sinistra c'è ancora la vecchia osteria col giardino d'ippocastani al posto della schiera in mattoni, mentre il terreno dove oggi c'è la vecchia rimessa d'angolo è ancora lavorato ad orto. Al centro della strada i binari del tram corrono verso la Transalpina ed è visibile una diramazione che porta a destra, all'interno delle rimesse tramviarie, destinate ad essere demolite per ricavare un parcheggio a servizio della stazione ferroviaria, ma ancora oggi esistenti in legno lungo il primo tratto di via di Manzano e dalle quali le carrozze uscivano passando dai portoni sul retro.
Dentro i capannoni ci sono i binari, ed è possibile misurarne l'interasse tra l'uno e l'altro: cento centimetri esatti!
Diego Kuzmin