Sondaggio: un italiano su quattro crede ai fantasmi

ROMA Un italiano su quattro è convinto dell'esistenza dei fantasmi. C'è chi parla col figlio defunto, chi vede spettri senza pace, chi dà loro la caccia.
Recentemente in America si è addirittura verificato un caso di vendita di uno spirito tramite Internet. Secondo il sondaggio realizzato dalla Swg per il settimanale «Donna Moderna» in edicola il 28 dicembre, su 300 intervistati tra i 18 e i 64 anni, il 24% crede davvero ai fantasmi mentre il 76% è scettico.
«Tutto quello che è legato al mondo dell'oscurità ha da sempre una grande attrazione» sostiene Massimo Centini, antropologo dell'Università popolare di Torino: «Ma nel fascino dei fantasmi c'è qualcosa di più. Da un lato rassicurano sul fatto che esiste una vita dello spirito dopo la morte del corpo. Dall'altro creano un legame col passato». Ma cosa sono i fantasmi per gli italiani? Per il 45% sono i nostri cari che ci vengono a trovare, per il 37% sono visioni create dalla nostra mente e per il 18% sono spiriti di morti che non trovano pace. Il 33% degli intervistati sostiene che se ne incontrasse uno cercherebbe di parlargli, il 53% starebbe a guardare fermo e zitto mentre il 14% scapperebbe a gambe levate.
Per poter esaminare le apparizioni degli spettri c'è chi diventa un vero e proprio «ghostbuster»; come Michele Dinicastro, fondatore del Laboratorio interdisciplinare di ricerca biopsicocibernetica che, insieme a sensitivi, tecnici, fisici e psicologi, per verificare leggende e dicerie sui luoghi ritenuti infestati usano videocamere a raggi infrarossi, macchine fotografiche, registratori, computer: «I fantasmi esistono. Non sappiamo però se sono l'apparizione dello spirito di un defunto. Potrebbero esserlo, ma non ne abbiamo le prove. Secondo i parapsicologi come me, le apparizioni sono generate dalla nostra psiche, se poi sono i defunti che ci spingono a farlo, non lo sappiamo».
Ma non tutti credono alla presenza dei fantasmi. La categoria degli scettici comprende, ovviamente, anche gli uomini di Chiesa, che bocciano in blocco medium e spettri. Come sostiene il cardinale Ersilio Tonini: «Perchè mai una creatura arrivata davanti a Dio dovrebbe tornare sulla Terra a tormentare i vivi? E se Dio volesse regalare a un padre o a una madre un contatto con il figlio morto perchè dovrebbe servirsi di un medium?». O per Armando Pavese, scrittore e psicologo della religione, «tutti i cosiddetti fenomeni paranormali, comprese le visioni dei fantasmi, dipendono dal nostro inconscio. Un esempio: quando il medium scrive messaggi che, dice, gli arrivano dall'aldilà, in realtà vive un fenomeno di dissociazione della personalità».