Tutti d'accordo nel foyer: «Restauro bellissimo»

MILANOI fregi e gli stucchi sono stati rifatti. E' riapparso il marmorino giallo dei corridoi e il pavimento dei palchi adesso esibisce il suo bel cotto lombardo. Dai muri sono stati levati tutti quegli strati di intonaco (undici) che a ogni rinfrescata del Teatro, nel corso degli anni, si erano andati depositando l'uno sull'altro. Ci sono nuovi camerini, nuovi uffici e una avveniristica e poderosa macchina scenica comandata elettronicamente e capace di tenere montate tre scenografie allo stesso tempo. Dopo 912 giorni di lavoro e 61 milioni di euro l'impresa, almeno apparentemente, è terminata, e ieri il teatro-simbolo di Milano, completamente rinnovato, è stato finalmente consegnato alla città e a tutti i patiti della lirica. Peccato che la Rai non abbia trasmesso l'evento in tv («La diretta? Non la facciamo per nessuno - ha detto il direttore generale Carlo Cattaneo ai giornalisti che ieri gli chiedevano conto della contestata decisione -. C'è già la radio, poi i collegamenti con i tg e lo speciale di Porta a porta», ha aggiunto).
Questa nuova Scala che in molti, anche senza alcun titolo per farlo, hanno esibito come un proprio biglietto da visita, è il risultato di un complesso lavoro di équipe: i lavori di restauro - eseguiti a vario titolo dall'architetto svizzero Mario Botta (ideatore della contestatissima ellisse), da Elisabetta Fabbri (l'artefice della rinascita della Fenice di Venezia), da Higini Arau (uno dei massimi esperti mondiali che ha curato l'acustica), dall'ingegner Franco Malgrande (che ha progettato la parte relativa all'allestimento scenico) - hanno permesso il ripristino dei pavimenti originali sia nei palchi che nei corridoi; ove possibile sono stati recuperati i decori originali di alcuni palchi, la cui decorazione era stata uniformata nascondendo le finiture "personalizzate" volute dai primi proprietari (in uno dei palchi è persino riapparso un camino).
Il lavoro di questi specialisti, nel suo complesso, è piaciuto. «Esecuzione bellissima ma, soprattutto, restauro bellissimo» sono stati i commenti raccolti nel foyer.
«Abbiamo faticato per raggiungere questo grande risultato - ha detto raggiante il sindaco Albertini - ma finalmente è arrivato il giorno della festa. Ci hanno messo molti ostacoli e ci hanno creato difficoltà ma adesso è il momento di dimenticare quel che è successo in passato e di goderci la serata». «Già arrivando da fuori si ha l'impressione dell'efficacia e della bellezza dei restauri - ha detto il direttore della Rai, Cattaneo -. Però devo dire che il Teatro visto da dentro, al primo impatto, è davvero una bella botta». «Uno straordinario risultato - ha aggiunto il ministro Urbani - che conferma come la Scala sia il più bel teatro del mondo. Del resto non avevamo dubbi».
Infine Vittorio Sgarbi: a differenza del lavoro eseguito dall'architetto Mario Botta, che «è perfetto», l'opera scelta per l'inaugurazione è, a suo dire, «frigida e inadeguata all'evento». Alla richiesta di un suggerimento per un'opera in tono con la nuova veste del teatro scaligero, l'onorevole ha risposto, senza alcun dubbio: «L'Otello».