Università, Trieste cala gli assi

Udine cerca spazi e perde iscritti. Trieste risponde con una sede che spicca a livello europeo per funzionalità e un numero di matricole che non conosce flessione.
La mancanza di aule per l'attività didattica con cui deve fare i conti da anni la sede goriziana dell'Ateneo friulano, ribadita per l'ennesima volta lunedì dal rettore Furio Honsell in occasione dell'inaugurazione del nuovo anno accademico, è sconosciuta all'Università di Trieste, che nel polo di via Alviano può contare su un invidiabile rapporto metri quadrati-studenti. «L'offerta strutturale che Trieste è in grado di offrire è più che eccellente - spiega il direttore del Polo universitario goriziano, Piergiorgio Gabassi - non esiste sede così attrezzata in termini di servizi di supporto alla didattica frontale. La nostra rappresenta una sede d'eccellenza non solo per l'Italia, ma oserei dire per l'intero continente europeo».
Aule, laboratori, mensa e spazi «significativamente superiori ad ogni altro contesto triestino», ma anche e soprattutto offerta didattica di qualità hanno colpito nel segno anche per l'anno accademico 2004/2005. Elementi senza dubbio positivi, ma che la dicono lunga sulle possibilità, rimaste in gran parte ancora inesplorate, di sviluppo della cooperazione interuniversitaria, in particolare nel campo dei servizi agli studenti.
Con i collaudati corsi di laurea in Scienze internazionali e diplomatiche (a numero chiuso, vi vengono ammessi 100 studenti) e in Economia e gestione dei servizi turistici a fare da capofila, l'Ateneo giuliano calamita un terzo della popolazione universitaria goriziana. «Le iscrizioni ricalcano i numeri fatti registrare lo scorso anno - commenta il professor Gabassi -. Nonostante le offerte parallele che si sono venute a creare negli ultimi tempi sia in regione che nel Veneto, i nostri corsi continuano a tenere bene sul mercato, grazie all'utenza specialistica e di nicchia a cui ci rivolgiamo. Uno degli aspetti fondamentali - conclude il direttore del Polo universitario - è senza dubbio la forte connotazione internazionalistica di tutti i nostri percorsi, con una cura particolare per la conoscenza delle lingue che viene ampiamente riconosciuta in Europa e nel mondo».
Annalisa Turel