Tracce del passato, testimonianze storiche e momenti d'incontro con pagine drammatiche di un teatro d'esperienze molto vicino a casa nostra. A novant'anni dalla fine della prima guerra mondiale non solo sembra trovar sempre più spazio e successo il progetto di valorizzazione dei siti e dei percorsi, ma pare proprio che quel lembo di Carso che è stato palcoscenico di aspri e sanguinosi combattimenti si sia messo in testa di restituire tutto, o quasi tutto, alla storia, alla gente e ai ricercatori.
E sono le iscrizioni di guerra quelle che appaiono come le più emotivamente coinvolgenti. Le sorprese non mancano. Come quella che, ieri, è stata «svelata» in una conferenza stampa convocata all'ufficio Iat di Fogliano Redipuglia. E' stato il caso a far riemergere la targa in pietra, incisa in latino, che nel maggio del 1915 fu realizzata da Armando Lodolini, sottotenente del 123.o reggimento «Brigata Chieti». Della sua esistenza s'era saputo proprio leggendo il diario del sottotenente Lodolini, ma solo nei giorni scorsi un escursionista l'ha ritrovata tra gli arbusti che sorgono accanto a un sentiero.
Così la Pro loco di Fogliano Redipuglia ha subito pensato di coinvolgere il Gruppo ricerche e studi Grande Guerra della Società alpina delle Giulie, sezione di Trieste del Cai, che ha provveduto a riportarla alla luce, ripulirla, catalogarla e predisporla per la sua esposizione al pubblico. «Il fatto che essa fosse stata incisa in latino – hanno detto Marco Mantini e Silvo Stok – ne ha attestato l'originalità. A quei tempi non era facile trovare, all'interno dell'esercito, elevati livelli di scolarizzazione, ma evidentemente Lodolini era un giovane studente». Descrive quella che era la situazione dell'epoca: «Quando l'Italia dichiarò la guerra di liberazione – si legge – la 123.a legione marucina(i marucini era la popolazione italica del Sannio, oggi provincia di Chieti, ndr) al comando di Giovanni Bertolli combattè aspramente su questi monti».
Un'iscrizione che aggiunge altro materiale per la valorizzazione del periodo storico che si sviluppa dl 1915 al 1918. «Grazie a queste scoperte – ha detto il vicepresidente della Pro Loco, Michele Piteo – la nostra attività trova nuovo impulso e nuova forza. Abbiamo già fatto un ottimo lavoro per la valorizzazione dei sentieri carsici ed il premio sono il sempre maggiore interesse da parte dei turisti. Su questo basiamo il nostro futuro».
Luca Perrino